Gap incolmabile, vita stentata con maggioranza risicata

Roma, 29 apr. 2015: Dopo la “deludente” rottura del patto del Nazareno, avvenuta in occasione dell’elezione di Sergio Mattarella presidente della Repubblica, è “doveroso cambiare il nostro voto sull’Italicum”. Lo ha detto Maria Stella Gelmini, annunciando in Aula alla Camera il no di Fi alla fiducia sulla legge elettorale.
“Il patto del Nazareno – ha ricordato – è stato archiviato per il desiderio di avere un Pd compatto all’elezione del presidente della Repubblica. Da allora il patto è diventato intermittente e come poteva resistere se il capitolo Quirinale è stato scritto a due mani anziché a quattro? Il terreno dell’accordo è stato minato e fatto brillare per calcolo poltico, per avere l’unità del Pd, unità che ora si vede quanto effimera fosse, al prezzo di mandare all’aria un’occasione storica per il paese. E’ doveroso cambiare il nostro voto dopo allora”. Nel merito Gelmini ha definito “inaccettabile il premio alla lista e l’abbassamento della soglia di sbarramento a livelli lillipuziani, a misura
della frantumazione dell’opposizione. Al Senato votammo contro su questi punti, salvo poi dire sì sul voto finale in nome di un accordo e della condivisa scelta dell’arbitro”.
“Avevamo sperato – ha concluso Gelmini – in un finale diverso, non avremmo mai immaginato che dalle regole scritte insieme  si passasse alla sostituzione di dieci membri in commissione fino all’approvazione della legge elettorale con la fiducia. Queste sono le ragioni che hanno portato Fi a cambiare posizione e a esprimere un no sofferto e convinto nel merito e sul metodo. La legge elettorale non è di competenza del governo ma rappresenta un ambito di stretta competenza del Parlamento. Non può politicamente e costituzionalmente essere condizionata dal sì odal no a un governo che è e resta contingente”.
“Il voto di fiducia – ha sottolineato la vicecapogruppo Fi – ribadisce la rottura del metodo del dialogo che appartengono a ogni sana democrazia e segna una distanza in modo incolmabile da ciò che era il patto del Nazareno, un punto di svolta degli ultimi anni. Nelle intenzioni di Berlusconi serviva alla complessiva pacificazione del quadro politico e il rasserenamento dei rapporti tra politica e giustizia, serviva a mettere un solido argine al fiume di veleni che da 20 anni scorre”.
“Anche la migliore delle leggi elettorali approvata con una maggioranza risicata – ha concluso Gelmini – avrà sempre una vita stentata”.