Roma, 12 feb. 2015: “Bocciato l’insano proposito di accorpare le testate giornalistiche Rai. Questo l’esito del voto unanime con cui la Commissione parlamentare di Vigilanza si è espressa approvando il documento del relatore, on. Pisicchio. I nostri interventi hanno sottolineato che il senso del documento tutela e ribadisce l’autonomia delle singole testate, così come elencate al punto 3 degli impegni cui la Commissione vincola il Cda (pag. 5): Tg1, Tg2, Tg3, TgR, Rainews24 e Rai Parlamento”. Lo dichiarano, dopo aver partecipato ai lavori della Commissione di Vigilanza Rai, i parlamentari di FI, Maurizio Gasparri, Giorgio Lainati, Mariastella Gelmini, Augusto Minzolini.
“Abbiamo evidenziato che la risoluzione, a pag. 3, afferma la “dimensione identitaria delle diverse testate della Rai ricostruita attraverso profili moderni”. La risoluzione ribadisce e motiva la piena legittimazione della Vigilanza ad esprimersi con un atto di indirizzo sui progetti di riorganizzazione dell’informazione Rai. A pag. 4, si vincola il Cda alla revisione del progetto predisposto dal Dg “con l’obiettivo di garantire il pluralismo e l’identità editoriale delle singole testate giornalistiche”, riaffermando una volta di più che non si possono sopprimere o accorpare testate. Il Cda Rai viene inoltre vincolato da ben 17 impegni, tra i quali si ribadisce il ruolo delle singole testate”.
“I numerosi interventi di tutti i gruppi – prosegue la nota – hanno convenuto che i processi di modernizzazione tesi al risparmio di risorse economiche (auspicabili) non possono prescindere dalla tutela e dal rispetto dell’autonomia delle singole testate. Su questo punto il relatore Pisicchio è stato chiamato più volte a esprimersi  e ha chiaramente ribadito la corretta interpretazione della risoluzione. I nostri interventi sono agli atti della Commissione e sono parte integrante delle decisioni della Vigilanza. A tal fine, quindi, i pochi emendamenti presentati sono stati da tutti ritirati e si è dato luogo a una votazione unanime. Che non sarebbe stata possibile se non fosse stata chiara la bocciatura del processo fusionista e confusionista del Dg”.
“In apertura della riunione, anzi – si legge ancora -, il Dg è stato unanimemente censurato ed è stato convocato in Commissione a causa delle sue affermazioni irrispettose del ruolo della Vigilanza. I piani ulteriori dovranno essere preventivamente portati all’esame della Commissione che potrà procedere a nuove valutazioni. La manovra iniziale è stata sventata. Il processo di ammodernamento potra’ procedere nel corretto rispetto delle competenze di ciascuno. Certamente senza nomine o lottizzazioni e in un quadro gestionale diverso, poiché il Dg è giunto notoriamente alla fine di un mandato che non sarà rinnovato”.(ANSA).