Roma, 24 feb. – “La Commissione di vigilanza non puo’ avocare a se’ un potere, cioe’ la richiesta all’Assemblea dei soci di revocare un consigliere, che la normativa vigente, chiaramente, attribuisce al Ministro dell’economia e delle finanze prevedendo la convocazione da parte di quest’ultimo dell’assemblea dei soci e disponendo che il rappresentante del Ministero, per l’assunzione di deliberazioni di revoca o che comportino la revoca nei confronti degli amministratori, esprime il voto in conformita’ alla deliberazione della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”. Lo sostengono, in una lettera inviata al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, i commissari di Forza Italia Renato Brunetta, Paolo Romani, Giorgio Lainati, Maurizio Gasparri, Luca d’Alessandro, Augusto Minzolini e Mariastella Gelmini, in merito alla vicenda del consigliere Verro.

“Il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante ‘Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici’, all’articolo 49, comma 8, testualmente recita: ‘Il rappresentante del Ministero dell’economia e delle finanze, nelle assemblee della societa’ concessionaria convocate per l’assunzione di deliberazioni di revoca o che comportino la revoca o la promozione di azione di responsabilita’ nei confronti degli amministratori, esprime il voto in conformita’ alla deliberazione della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi comunicata al Ministero medesimo’. Sulla base del suddetto comma 8 e considerato che il Ministero dell’economia e delle finanze e’ l’azionista della RAI, se il Ministro decidesse di revocare il consigliere Verro, dovrebbe mediante il suo rappresentante, convocare l’assemblea della societa'”

“Ma, come stabilisce la norma, e come ribadito nella sentenza della Corte Costituzionale n. 69 del 2009, ‘per l’assunzione di deliberazioni di revoca o che comportino la revoca nei confronti degli amministratori, esprime il voto in conformita’ alla deliberazione della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi’. A sostegno di quanto sopra riportato, e’ intervenuta la ben nota sentenza della Corte Costituzionale 24 febbraio 2009, n.69, con la quale la stessa Corte ha definito il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, gia’ ammesso con propria ordinanza 13 marzo 2008, n. 61, sorto in seguito alla proposta di revoca di un consigliere di amministrazione della RAI Spa presentata dal Ministro dell’economia e delle finanze, anche d’intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri, in data 11 maggio 2007”, sottolineano i commissari azzurri in Commissione di Vigilanza Rai (Dire).