Roma, 11 gen. 2016: “Riteniamo che la Carta di oggi e di domani debba essere un patrimonio comune ed e’ per questo che annuncio il voto contrario di Forza Italia e l’impegno a sostegno del comitato per il no al referendum per mandare a casa il governo Renzi”. Lo afferma Maria Stella Gelmini, vice capogruppo di Fi alla Camera intervenendo in dichiarazione di voto sul testo di riforma della Costituzione. “Un tema cosi’ importante – prosegue Gelmini – non doveva  essere piegato a logiche di partito e invece come dimostrano le parole del premier in merito alla
politicizzazione del referendum tutto viene tristemente piegato all’interesse di una parte, il Pd”.

 
“La delegittimazione della politica – sottolinea ancora – e’ sono sotto gli occhi di tutti, siamo in una democrazia sospesa con un governo che si regge su un premio di maggioranza giudicato incostituzionale e con il leader del centrodestra espulso dal Parlamento su base di una sentenza ingiusta e applicata retroattivamente. Non voglio eludere pero’ il tema del patto del Nazareno e voglio chiarire che il patto che e’ stato sostenuto da Berlusconi non conteneva un accordo prescrittivo ma si reggeva sull’affermazione di un metodo e su un’ampia condivisione delle riforme. Questo era il senso del patto del Nazareno, favorire dopo anni di conflitti e delegittimazione una nuova stagione e pacificazione ma come tutti sanno il senso e la logica del Patto sono state tradite da continue modifiche, 17, imposte a colpi di maggioranza, fino all’approvazione di una legge elettorale su schema bipartitico in un assetto che non e’ bipartitico e all’elezione di un galantuomo come Mattarella avvenuta in modo divisivo”.
Gelmini sottolinea come anche il referendum “non puo’ essere sostitutivo di una deliberazione viziata nel fondamento il referendum non ha potere di sanare i vizi, nel caso rischia di consolidarli”. “Tra poco – conclude – otterrete una vittoria che sara’ solo numerica, dimostrerete abilita’ nei corridoi del Palazzo ma sara’ un consenso vacuo ed effimero con l’apporto di parlamentari che hanno disatteso il mandato elettorale” (ANSA).