Roma, 24 gen. 2014: “E’ diventata perfino stucchevole l’ immagine della giustizia a orologeria, tanto in orario sono partiti e arrivati i treni dei processi contro il presidente Berlusconi. I macchinisti infaticabili della procura di Milano hanno fatto partire un altro convoglio, come gli altri destinato a finire su un binario morto se e quando un giudice sereno potrà giudicare. È però significativo, va detto, che non appena il presidente Berlusconi compie un gesto o un atto politicamente rilevante per le sorti dell’ Italia, puntuale arriva l’ indagine. Si delinea sullo sfondo un teorema non infondato: poiché Berlusconi è il protagonista da cui nessuno può prescindere per riformare l’ Italia, è evidente che il campo dei conservatori, politici e di privilegi, teme come la peste la saldatura di un fronte riformista da Berlusconi a Renzi. Senza Berlusconi, infatti, anche il riformismo di Renzi sarebbe destinato a soccombere nella selva delle corporazioni che ammorbano il Paese. Colpire Berlusconi significa dunque colpire il disegno riformatore. In questo modo si ‘avverte’ anche il leader del Pd” (Dire).