“In momento di crisi come questo non possiamo permetterci di lasciare i posti di lavoro vuoti”
 Roma, 10 mar. 2015: “Ho presentato insieme alla collega Elena Centemero un’interrogazione per conoscere se il Governo ha intenzione di investire e rilanciare l’Istruzione tecnica e per lanciare l’allarme sui dati di una vera e propria “emergenza dell’istruzione tecnica” che sta attraversando il nostro Paese negli ultimi anni. L’Istruzione tecnica ha contribuito al boom economico dell’Italia, dotando il sistema produttivo di competenze qualificate attraverso periti industriali, geometri e ragionieri, grazie ai quali oggi l’Italia può vantare di essere il secondo Paese manifatturiero dopo la Germania. Dal 1990 ad oggi, gli iscritti agli istituti tecnici sono passati dal 45% all’attuale 33,5%, un trend confermato anche dalle iscrizioni per l’A.S. 2015/16, che fanno registrare un’ulteriore flessione dello 0,3% rispetto agli iscritti alle classi prime dello scorso anno”. Lo scrive su Facebook Mariastella Gelmini. “In un momento di crisi quale quella attuale, in cui abbiamo tassi di disoccupazione, soprattutto di quella giovanile, tra i più alti in Europa, non possiamo permetterci di lasciare i posti di lavoro vuoti, come certificato dalle ricerche Excelsior, perché le imprese non trovano sul mercato le professionalità che cercano. Il sistema scolastico deve essere in grado di formare tali professionalità e trasmettere le competenza tecniche ad alto tasso di specializzazione di cui la nostra società ha sempre più necessità”
Già dal 2010 avevamo colto l’urgenza di riformare gli Istituti Tecnici con l’obiettivo di far acquisire agli studenti, saperi e competenze necessari per un rapido inserimento nel mondo del lavoro e per l’accesso all’università e all’istruzione e formazione tecnica superiore. Abbiamo cosi’  proceduto al riordino dei percorsi, rendendoli maggiormente correlati a settori fondamentali per lo sviluppo economico e produttivo del Paese. Nello stesso provvedimento avevamo previsto la rendicontazione dei risultati della valutazione del sistema con la presentazione di una relazione triennale al Parlamento”. “La relazione prevista dalla norma sull’istruzione tecnica non è mai stata presentata al Parlamento. Oltreché per un espressa previsione normativa che pone in capo al Governo un preciso adempimento, sarebbe stato quanto mai opportuno conoscere gli effetti della riforma e gli esiti delle rilevazioni del settore tecnico. Quest’anno si diplomeranno i primi studenti che hanno frequentato gli Istituti tecnici cosi’ come riorganizzati dalla riforma realizzata nel 2010, ma nessuno conosce quale siano i risultati della valutazione dei percorsi di Istruzione tecnica, neppure i genitori degli alunni che hanno sostenuto i ragazzi in questa scelta. Chiediamo dunque che quanto prima si possa conoscere i risultati del monitoraggio, qualora effettuato”.
“E’ paradossale che nel momento in cui si parli di Buona Scuola e di sistema duale, non ci si preoccupi del depauperamento delle competenze tecniche del nostro Paese cercando di arginarlo rimettendo al centro l’istruzione tecnica, in grado di garantire percorsi di alternanza scuola/lavoro di qualità. La stessa struttura interdipartimentale dedicata agli Istituti Tecnici Superiori preannunciata dal Ministro Giannini nelle linee programmatiche del Dicastero, a distanza di piu’ di un anno dalla dichiarazione non e’ stata ancora istituita. Mi domando se questa, come gli altri annunci sull’istruzione tecnica, non rimanga una mera dichiarazione di principio. Probabilmente, il Governo reputa le questioni relative all’Istruzione tecnica secondarie rispetto all’unica questione che sembra aver fagocitato tutte le altre che pur investono il mondo della scuola: la stabilizzazione dei precari” (IlVelino).