Marcia Parigi non è un appuntamento rituale
Roma, 11 gen. 2015: Rivedere alcune norme del Trattato di Schengen, rendere continuo il flusso di informazioni tra i servizi di sicurezza. Sono le proposte avanzate da Mariastella Gelmini, vice presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera, nel commentare la manifestazione contro il terrorismo di Parigi che, afferma, ”non è un appuntamento rituale perché rituale non è la ragione. Vedere il palestinese Abu Mazen e l’israeliano Bibi Nethaniau sfilare fianco a fianco contro la furia omicida della jihad non è soltanto una photo opportunity: quelle presenze testimoniano un salto di qualita’ nella presa d’atto della minaccia che incombe sull’umanità, è rivolta all’occidente come all’oriente, uccide cristiani, islamici, ebrei e atei senza alcuna distinzione”.

”Non basta una manifestazione per neutralizzare il terrorismo, come tutti sappiamo bene, ma sarebbe un errore sottovalutare la forza del messaggio rilanciato ai quattro angoli del mondo. Le democrazie occidentali, e quelle europee in prima fila, devono accelerare verso l’integrazione di misure importanti in termini di prevenzione, controllo e repressione del terrorismo. Attivare una regia europea nelle politiche di security e’ decisivo almeno quanto rivedere alcune norme di Schengen”.

!I servizi di sicurezza non possono più operare in ambito nazionale ma è necessario un flusso di informazioni continuo, aperto e senza filtri fra i vari Paesi europei. L’Europa deve inoltre stabilizzare tutti quei regimi arabi che hanno scelto di essere argine al terrorismo di matrice islamica. La grande alleanza fra le democrazie e i regimi arabi moderati prefigurata da Sergio Romano sul Corriere della Sera è un obiettivo oggi meno remoto di ieri. Su questa strada occorre muoversi aprendo un confronto senza reticenze con le comunità islamiche italiane ed europee”, conclude Gelmini (AdnKronos).