Mariastella_Gelmini

Di Massimiliano Mingoia – Da Il Giorno

Dopo i deludenti risultati elettorali nei ballottaggi delle amministrative, è tempo di bilanci per Forza Italia. Mariastella Gelmini, parlamentare e coordinatrice lombarda degli azzurri, si trova di fronte a quella che qualcuno ha già ribattezzato la «questione settentrionale».

Milano, 12 giu. 2014: Dopo i deludenti risultati elettorali nei ballottaggi delle amministrative, è tempo di bilanci per Forza Italia. Mariastella Gelmini, parlamentare e coordinatrice lombarda degli azzurri, si trova di fronte a quella che qualcuno ha già ribattezzato la «questione settentrionale».

Gelmini, perché il Nord non vota più per voi?
«La crisi economica prolungata ha pesato soprattutto su commercianti, artigiani, piccole e medie imprese, cioè sul blocco sociale che FI ha sempre rappresentato. Queste categorie attualmente si sentono molto lontane dalla politica. Non solo a causa delle mancate risposte alla crisi economica da parte dei Governi, ma anche per un altro motivo».

Quale?
«La questione morale. Gli scandali su Expo e Mose allontanano ancora di più gli elettori dalle urne».

Soprattutto gli elettori che votavano centrodestra…
«Non sono stati coinvolti solo esponenti di FI, ma anche del Pd. Il combinato disposto “crisi più scandali” ha determinato un forte astensionismo: molti nostri elettori non si sono spostati a sinistra, si sono limitati a non andare a votare. Uno studio dimostra che abbiamo perso così 1,7 milioni di elettori».

L’attuale centrodestra non li attrae più?
«Noi abbiamo il dovere di rilanciare FI, partendo dalla presenza sul territorio, dal protagonismo dei giovani eletti e dall’organizzazione di corsi di formazione per gli amministratori. Coinvolgeremo anche Alessandro Cattaneo».

Cattaneo, però, ha perso le elezioni a Pavia.
«La sua competenza e la sua freschezza non vanno messe da parte. Anche persone di qualità come Cattaneo hanno pagato la situazione di sfiducia nei confronti della politica. Ma ora dobbiamo ripartire. Rimboccarci le maniche e fare un bagno di umiltà».

Sulla questione morale quali contromisure?
«Serve un assoluto rigore nel punire casi di corruzione tra gli amministratori. Solo così FI può tornare a vincere».

Un centrodestra con partiti datati come FI e Lega non rischia di essere visto come il vecchio che avanza?
«Non penso che siano le sigle a fare la politica. Ma non penso neanche che il problema del centrodestra si risolva sommando le sigle. Servono un’identità chiara e proposte politiche precise. Non dobbiamo fare l’errore di dare l’immagine di un partito ripiegato su se stesso. Meglio guardare avanti».

Qual è la prossima sfida?
«Le Comunali di Milano del 2016. Dopo la stangata di tasse, ora la Giunta Pisapia e il Governo Renzi dimostrano di non sapere gestire neanche il fenomeno profughi: i 500 immigrati abbandonati a Rogoredo lo dimostrano».