Di Alberto D’argenio – Da Repubblica.it

Roma, 5 ott. 2013: L’ex ministro, tra i “lealisti”, attacca il verdetto della Giunta e critica il presidente Stefano per non aver bloccato i lavori dopo i post M5S.

Onorevole Mariastella Gelmini, quale sarà la reazione del Pdl alla decisione della Giunta del Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi?
“Parliamo alla fine di una giornata cominciata male con il comportamento inammissibile di Vito Crimi che ha violato il regolamento della Giunta anticipando il suo voto. Non ci sorprendono tanto gli insulti, che rappresentano lo stile di Grillo, ma la grave violazione delle regole. Il presidente della Giunta Stefàno doveva sospendere i lavori e non avendolo fatto lui sarebbe dovuto intervenire il presidente Grasso. Invece la giunta è stata trasformata in un plotone di esecuzione con la complicità di un alleato di governo”.

In attesa del voto dell’aula si possono riaprire le fibrillazioni sull’esecutivo Letta?
“A fronte di questo atto politico violento, grave ed ignobile fa da contraltare la testimonianza umana e politica di Berlusconi che anche in questi giorni ha dimostrato grande sensibilità istituzionale garantendo il governo anche se con decisione travagliata. Però così si espellono milioni di elettori che hanno votato e si riconoscono in Berlusconi, fatto che inevitabilmente susciterà una reazione. Penso che proprio perché la persecuzione è evidente, ci sarà una naturale reazione da parte dell’elettorato che purtroppo per la sinistra non avrà l’effetto di archiviare Berlusconi. Anzi, ci darà la spinta ad andare avanti a combattere per la libertà, per salvare la democrazia e per ottenere la riforma della giustizia”.

Ma la fiducia al governo faticosamente votata mercoledì tornerà in discussione?
“Siamo di fronte a una decisione che certamente non rafforza le larghe intese, i nostri elettori vivranno l’espulsione di Berlusconi come una colpa del centrosinistra”.

Tornando a Crimi, quanto accaduto potrebbe portarvi a chiedere l’annullamento del voto?
“Da parlamentare dico che ci sono gli estremi per sollevare la questione, questa è la prova di come il ruolo della Giunta sia stato stravolto, che si è agito solo rincorrendo un fine politico. Detto questo, saranno gli avvocati di Berlusconi a valutare”.

Cosa farete ora per evitare la decadenza al Cavaliere?
“Faranno a gara per calendarizzare al più presto il voto in aula e il risultato mi sembra scontato. Guardando al futuro dico che la forza di Silvio Berlusconi si è sempre fondata sul consenso e sul suo carisma, quindi indipendentemente dallo scranno in Senato chi pensa di averlo indebolito come leader si sbaglia. Anzi, continuerà a fare politica come fa Grillo. Però ci troviamo davanti a un precedente pericoloso di fronte al quale ha ancora più senso chiedere la riforma della giustizia. Il governo a questo punto la deve mettere tra le priorità. Serve la responsabilità civile dei magistrati che ci chiede l’Europa e che si dimostra urgente per l’uso politico e l’inefficienza di certa magistratura, È necessario riformare tanto la giustizia penale quanto quella civile”.