Di Angelo Picariello – Da Avvenire

Roma, 26 lug. 2015: La sentenza della Cassazione «mette a rischio uno dei principi cardine della nostra Costituzione e della nostra convivenza. Se ci sarà la volontà di porvi rimedio i nostri voti non mancheranno», assicura Mariastella Gelmini vicecapogruppo vicario alla Camera di Forza ltalia ed ex ministro dell’Istruzione.

Come commenta questa sentenza?
«La trovo paradossale. Viene inserito l’operato di queste scuole nell’ambito delle attività commerciali per il solo fatto che gli alunni pagano una retta. Il vescovo Galantino ha parlato di sentenza ideologica, e lo condivido. Ma mi permetto di aggiungere che ci vedo dentro anche un pregiudizio e l’ignoranza dei principi fondanti della Costituzione».

Quali conseguenze paventa?
«Oltre a negare in questo modo, in linea di principio, la libertà di scelta educativa delle famiglie, il pagamento dell’lmu comporterebbe un aggravio di costi insostenibile per istituti che già faticano a mantenersi. La Cassazione, fra l’altro, ha anche trascurato il principio che era stato sancito dal ministero dell’Istruzione, d’intesa con quello dell’Economia, in base al quale se la retta non supera il costo medio per studente delle scuole statali, le scuole paritarie sarebbero state escluse dal pagamento di questa imposta. Si ignora, insomma, la funzione svolta da queste scuole e al tempo stesso il risparmio economico che il loro servizio comporta».

Come si potrà far fronte a queste accresciute difficoltà?
«E’ importante quanto deciso dalla Lombardia, su proposta dell’Assessore Aprea, di mettere in campo misure in grado di fronteggiare con il sistema del buono-scuola aggravi che si dovessero manifestare per gli istituti paritari per effetto di questa sentenza. Ma è soprattutto a livello centrale che bisogna intervenire».

Anche perché la sentenza, pur creando un precedente, decide solo sul caso speciico. Se il governo interverrà avrà il vostro sostegno?
«Quando sono in ballo principi fondamentali in cui abbiamo sempre creduto il nostro sostegno non può mancare e non mancherà. Come è già accaduto, d’altronde sull’approvazione della “buona scuola”, prvvedimento che non abbiamo votato nel suo insieme, ma ciò nonostante abbiamo dato convintamente il nostro voto alla previsione normativa che, al suo interno, istituisce la possibilità di detrazioni a favore della scuola paritaria».