Di Giovanni Armanini – Da Bresciaoggi.it

Brescia, 1 ott. 2013: I bresciani nel Pdl lavorano per l’unità. In particolare è Mariastella Gelmini a ricoprire in queste ore un ruolo di mediazione tra chi auspica un partito unito sotto la nuova denominazione di Forza Italia e saldamente a sostegno del proprio leader e chi invece (come Quagliarello, uno dei cosiddetti «big») ha già fatto sapere che difficilmente aderirà alla nuova formazione. «Ci sono margini perché tutti restino nella nuova Forza Italia attorno al nostro leader Silvio Berlusconi», è quanto ha dichiarato ieri la Gelmini. Secondo lei non ci sono rischi scissione nel Pdl: «C’è una discussione, ma sono convinta che si uscirà dal dibattito con decisioni unanimi e di condivisione». Gelmini, insomma, torna a svolgere il ruolo di fedelissima che da sempre le è riconosciuto, a Roma come sul territorio: «Berlusconi – ha spiegato ieri – è da sempre la voce e il punto di riferimento dei moderati e dei riformisti nel nostro paese separarlo dal suo posto non avrebbe senso. Certo nel Pdl si discute e ci si confronta ma sono convinta che anche questa sera durante i gruppi parlamentari ci sarà un chiarimento ed un dibattito che porterà ad una conclusione unanime». Il Governo Letta traballa? A sentire l’ex ministro dell’Istruzione è praticamente già archiviato. Non solo, il voto sarebbe l’unica possibile soluzione in caso di caduta. «Non credo che governi di minoranza con persone che escono dai singoli partiti possano essere soluzioni credibili, del resto non credo che avrebbero il respiro per affrontare le grandi scelte e i grandi nodi che avrebbero di fronte. Se si capisce che un governo ha terminato la propria missione è giusto restituire la parola agli elettori». Ed anche davanti alla ipotesi ventilata all’interno del partito da alcuni parlamentari che hanno fatto sapere di non gradire la svolta in Forza Italia Gelmini non si ferma: «Ci sono ancora margini per fare in modo che tutti insieme si vada in una unica posizione attorno al nostro leader con una posizione precisa e di grande unità». Anche Giuseppe Romele, intanto, si è schierato : «La solidarietà al nostro leader Silvio Berlusconi – ha scritto ieri in un comunicato – ci accomuna tutti ed è un forte elemento di coesione politica ed umana. Così come ci accomuna tristemente il dover constatare in Italia la presenza di una sinistra incapace di sedersi ad un tavolo e fare le riforme senza il paraocchi della ideologia. Questo fa si che i problemi si aggravino e le ricette siano quelle antiche della supertassazione, che ingenera recessione ed anziché fare aumentare la domanda aumentano la crisi». Per Romele, insomma, i passaggi sono stati obbligati: «Berlusconi ha avuto il coraggio della ragione e la forza di chi sfida ricatti inaccettabili per il bene del Paese. Bene ha fatto a respingere al mittente il tentativo di chi vorrebbe estrometterlo dalla vita politica usando faziosamente metodi anticostituzionali. Non c’era altra via che quella di ritirare la delegazione dei ministri dal governo. Letta anziché inveire contro Berlusconi farebbe bene a guardarsi allo specchio: chi è causa del suo mal, pianga se stesso». INFINE Riccardo Conti ha dichiarato: «Non posso essere diversamente berlusconiano perchè non sono mai stato berlusconiano, ma ho grande stima e amicizia nei suoi confronti e non lo lascerò solo in questa battaglia. Voglio concorrere con lui e con i dirigenti più avveduti alla costruzione anche in Italia di una grande realtà che si rifaccia ai principi del Ppe».