Roma, 23 ott. 2013:  “Abbiamo trovato inaccettabile il metodo: una Commissione così importante su un tema delicatissimo doveva
vedere da parte di tutti senso di responsabilità e soprattutto
ricerca di un nome condiviso”. Così Mariastella Gelmini durante
la trasmissione Omnibus su La7 ribadisce la contrarietà del Pdl
in merito all’ elezione del presidente della Commissione Antimafia
di Rosy Bindi.
“Si sapeva fin dall’ inizio che sul nome di Rosy Bindi, assolutamente rispettabile ma molto marcato dal punto di vista politico, non c’ era condivisione ma alla fine il Pd ha agito a colpi di maggioranza scegliendo un nome che ha determinato uno spaccatura mentre una maggioranza corposa sarebbe stata indispensabile”.
Per Gelmini questa elezione “è stata quindi un’ occasione mancata, non tanto per confermare le larghe intese, quanto per dare alla presidenza di un organo così significativo l’ autorevolezza e la forza che meriterebbe”.
E osserva: “Sulla vice presidenza della Camera noi avevamo avanzato un nome, poi per la disponibilità e il senso di responsabilità di Daniela Santanchè che fece un passo indietro, abbiamo trovato un accordo attorno al nome di Baldelli, perché il Pd non poteva fare la stessa cosa?”. E dopo aver ribadito che sul nome di Bindi c’ e’ “stata un grande forzatura” al punto da portare il Pdl a non partecipare al voto ha confermato che il suo partito continuerà a insistere su un cambio di rotta: “Ci aspettiamo ora una presa d’ atto da parte del Pd e del presidente Bindi su come sono andate le cose e una ricerca su un nome diverso” (Dire).