Roma, 2 giu. 2013: “Avanti sulle riforme costituzionali, ma per Mariastella Gelmini l’esecutivo Letta deve occuparsi innanzitutto di economia. «Vengono prima – sostiene la vicecapogruppo del Pdl alla Camera – perché gli italiani attendono risposte per superare la crisi e agganciare la crescita: non aumentare l’Iva, abolire l’Imu, riformare Equitalia e ridurre le tasse». Onorevole Gelmini, il Presidente della Repubblica ha invitato a non essere inconcludenti sulla riforma elettorale. Ce l’aveva con Berlusconi? «A me pare che il richiamo del Presidente sia rivolto a tutte le forze politiche. Se guardiamo al recente dibattito sulle mozioni, vediamo che è stato un successo del Pdl, mentre il Pd harischiato di spaccarsi sullamozio- ne Giachetti». In realtà, l’obiettivo del Colle sembrava proprio il Cavaliere. «Credo che le sue parole fossero rivolte a tutti. Non è la prima volta che accade, anche perché la politica ha cumulato un ritardo su questo punto». Però il leader del Pdl ha detto che con la riforma elettorale gli italiani non mangiano. «La frase di Berlusconi è quella che ho sentito mille volte, trala gente, incampagnaelettorale. È assolutamente coerente e sacrosanta, perché l’impegno sull’economia – come quello sulle riforme – è costitutivo del governo. La crisi è così forte che gli italiani hanno bisogno di un po’ di ossigeno, di più soldi in tasca. Sono temi più sentiti dal nostro elettorato, in particolare da imprenditori, artigiani e commercianti, che faticano a garantire i posti di lavoro e a proseguire lapropria attività». Insomma, la priorità è l’economia. «Berlusconi ha rivolto al governo l’invito a produrre uno shock positivo sui temi economici. Chi non lo capisce, non sa leggere quel che avviene nel Paese. Ilgoverno deve dare risposte immediate, ad esempio riducendo la disoccupazione e la burocrazia. È la priorità. Tocca invece al Parlamento occuparsi di riforme e di legge elettorale». Una frenata sulla riforma elettorale «Noi siamo pronti ad affrontare il tema della riforma costituzionale e, poi, della legge elettorale. Ma siamo per una clausola di salvaguardia nei confronti del Porcellum. Volevamo inserirla nella mozione e chi non l’ha voluta è stato il Pd. Servono pochi, mirati ritocchi. Poi, una volta deciso come riformare l’architettura dello Stato, si passa alla vera riforma elettorale». Letta sostiene che bisogna intervenire sull’elezionedelCapodelloStato. Il Pdl è per l’elezione diretta del Presidente «Se si va in questa direzione, il Pdl farà la sua parte. Da sempre siamo favorevoli all’elezione diretta del Capo dello Stato. Vedo più difficoltàasinistra».

Da Repubblica del 2 giugno 2013, articolo a cura di Tommaso Briaco