Roma, 13 mag. 2013: “Un processo costruito come un castello di accuse che resistono a tutte le smentite e a tutti i costi: anche e soprattutto davanti a fatti e a testimonianze chiare e incontrovertibili. Tutto ciò che non fa parte del teorema viene infatti respinto come falso e per demolire la credibilità di un teste non si esita a definire, non senza una punta di razzismo, la cittadina italiana Karima El Mahroug, una giovane di ” furbizia orientale”, a causa delle sue origini. Mi chiedo e ci chiediamo, se la richiesta di interdizione dai pubblici uffici non rappresenti in realtà l’ auspicio di neutralizzare il Berlusconi politico. Inoltre siamo di fronte ad un immenso spreco di risorse dedicato a intercettare il privato e l’ intimo di moltissime persone – di molte distruggendo la reputazione data in pasto ai media. Operazione che può interessare forse gli amanti del gossip, ma che nulla ha a che vedere con una giustizia giusta. In Italia c’ è una pericolosa anomalia che è data dalla lotta politica condotta da alcuni pm, quegli stessi che in modo fazioso non si sono arrestati nemmeno davanti al Capo dello Stato”. (Adnkronos)