Roma, 24 giu. – Chi scommette su presunte divisioni interne al Pdl o peggio tra opposte tifoserie di Berlusconi o di Alfano rimarrà deluso. Non ci sono infatti ragioni serie per immaginare un conflitto tra ruoli che sono sì differenti ma certamente sinergici.

Berlusconi indicando Alfano alla guida del Pdl ha inteso dare il via a un ricambio generazionale dentro un Pdl che deve, nell’unità, sempre più dimostrare capacità di rinnovarsi facendo leva sulle risorse della militanza, del talento e del radicamento nel territorio.

Berlusconi continuerà a rappresentare una risorsa straordinaria, con la sua forte propensione all’innovazione e la capacità di aggregare anche fuori dal Pdl. Abbiamo la grande opportunità – vista la tentazione sempre più forte, manifestata da Casini, di fare da stampella alla sinistra – di essere il centrodestra di domani. Per confermarci in questo ruolo centrale dobbiamo però accelerare il passo del rinnovamento, come già Alfano sta facendo, interpretare la domanda di radicale cambiamento della politica e soprattutto tenere duro sulle aspettative, le prospettive e le modernizzazioni che il mondo delle imprese reclama: perché riparta l’economia italiana.

Proprio su questi temi le primarie debbono dimostrare il vantaggio di una democrazia dei contenuti che dobbiamo saper interpretare innescando localmente un confronto e un dialogo con chi desidera una nuova stagione della politica. Le nuove regole istituzionali ed elettorali che sapremo darci disegneranno infine la convergenza del nostro impegno e della nostra rapprersentanza.

In questo quadro Berlusconi farà Berlusconi: con la sua proverbiale capacità di innovare e l’intuito che lo contraddistingue certo ci aiuterà, nei modi che valuteremo insieme al momento giusto.