Roma, 23 giu. – Delle due l’una: o la notizia del Corriere è destituita di fondamento, e siamo di fronte a una ferita grave all’integrità di una persona che riveste un importante incarico pubblico, o l’avviso di garanzia c’è e a saperlo non è il cittadino, a tutela del quale deve essere inviato, ma il più importante quotidiano italiano.

In questo caso, che temporalmente ha luogo nei giorni dello scandalo delle intercettazioni del Quirinale regalate ai giornali, avremmo un’ulteriore conferma dell’ esistenza di un circuito mediatico-giudiziario che mette in ginocchio le garanzie dei cittadini e conduce senza rispetto per le regole e il diritto una sua battaglia politica.

A soffrirne più di tutti è l’immagine di una magistratura che se non appare, oltrecché esserlo, terza, tradisce la sua missione istituzionale e costituzionale.