Roma, 29 mag. 2013: “Raccolgo l’ invito e aderisco alla richiesta del direttore Mulè, di Vittorio Feltri e di molti altri giornalisti per la libertà di informazione. E’ mia intenzione ragionare e presentare una proposta di legge per modificare la legge che ancora prevede il carcere per i professionisti dell’ informazione che incorrono in spiacevoli inconvenienti, come è accaduto a Panorama ad esempio per quanto riguarda il servizio pubblicato sulla procura di Palermo. La diffamazione va punita, certo. Ma quando davvero si configura quel reato. E comunque non va punita col carcere che in nessun modo serve a risarcire la vittima della calunnia accertata.
Bisogna stare attenti a non oltrepassare il limite. Interpretazioni restrittive del diritto di cronaca possono sconfinare in casi che oggi la legge punisce col carcere. Il ruolo di denuncia, di inchiesta o semplicemente di cronaca che svolge la stampa in Italia non può venire intimidito da una norma che viene troppo spesso tirata come un elastico in modo poco obiettivo. Proprio per questo, essendo da sempre sensibile ai temi della libertà di informazione, presenterò questa proposta di legge chiedendo ai miei colleghi di sostenerla”. (Agenparl)