Gelmini, PdL: Monti, abbandonata terzietà

Roma, 23 dic. – Mi sembra che il Presidente Monti abbia deciso di rompere gli indugi e di abbandonare la terzietà che aveva costruito grazie all’appoggio consistente e determinante del PdL. E che gli aveva fatto guadagnare molte simpatie nonostante una politica lacrime e sangue tutta votata a ripianare il deficit e poco incisiva sul fronte della ripresa. Con un secondo tempo, specie nelle politiche del lavoro, particolarmente sensibile al ricatto della sinistra.

La storia si ripete e ancora una volta un esponente del liberalismo italiano si appresta a portare soccorso ad una sinistra italiana conservatrice e statalista nell’illusione questa volta di dettarle quell’agenda europea che il governo Berlusconi aveva consegnato tra i suoi ultimi atti. E con l’illusione di poter staccare la sinistra dalla sua più profonda radice, il massimalismo.

Spiace soprattutto non abbia immaginato – nella riflessione che ispira il suo orientamento – quale politica avrebbe potuto promuovere senza il sacrificio e la lealtà della maggior forza del parlamento appena sciolta. Che di fronte alla sua scelta di campo – tutto il contrario di quanto immaginava – si ritrova oggi compatta sotto la guida di Berlusconi. Questa poca fantasia lo consegna ora alle dure repliche della battaglia politica dove non si fanno sconti a nessuno, a cominciare dall’IMU.