Gelmini, Pdl: Ora democrazia, no derive neocentriste

Roma, 7 ott. 2013: ”Il partito non si riduce a due minoranze: né quella dei falchi ma neppure quella dei governativi. Io sono per natura e cultura una moderata, ma temo una deriva neocentrista, lontana dal nostro elettorato”. Così Mariastella Gelmini, che in un’ intervista al Corriere della Sera afferma che Enrico Letta sull’ archiviazione del ventennio di Berlusconi ”ha commesso un clamoroso autogol, ha tradito una fretta che messo in evidenza cosa vuole veramente: la scissione del Pdl. Se è vero che il bene più prezioso è nello stesso tempo l’ unità del Pdl e la stabilità del governo, accompagnata da fatti concreti, questi due motori non possono restare immobili. E nessuno può dire ‘non disturbate il manovratore’. Oggi l’ attenzione deve essere rivolta al partito. Troppi di noi hanno atteso con pazienza che la stagione del nuovo segretario portasse i frutti di una direzione articolata e competente, un coinvolgimento ampio e un ricambio generazionale a tutti i livelli e ci siamo improvvisamente svegliati, una mattina, con il partito in mano ai falchi a fronteggiare le colombe della delegazione di governo. Mi chiedo: come si e potuti arrivare a tutto questo? Come hanno potuto due minoranze prendere la scena politica e ridurla ad una resa dei conti: o con noi o contro di noi? Sarebbe troppo facile e autoassolutorio rovesciare sul segretario Alfano tutte le responsabilità perché le questioni sono complesse, ma proprio per questo abbiamo il dovere di aprire con serenità e spirito costruttivo, senza contese personali, una riflessione profonda all’interno del partito” (ANSA).

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