Roma, 29 gen. – Le istituzioni europee hanno già avuto ed hanno tuttora problemi a superare lo scoglio democratico: basti pensare ai pronunciamenti elettorali che hanno sensibilmente rallentato il percorso europeo nei referendum e non solo.

I membri della Commissione europea dovrebbero quindi evitare di contribuire a mettere ulteriormente in crisi una già scarsa popolarità oltre che con le azioni, anche con le dichiarazioni.

La dichiarazione del commissario Olli Rehn, frettolosa e poco documentata, sembra figlia della partigianeria e del pregiudizio piuttosto che della terzietà che la Commissione dovrebbe interpretare. Con questi interventi, politicamente improvvidi e un poco dilettanteschi, l’Europa si allontana dalla gente e noi cresciamo.