Roma, 8 lug. – L’idea di grande coalizione nasce dall’impossibilità di governare una situazione che deve assolutamente essere governata. Quando, cioé, uno schieramento non ha i numeri per governare, dopo la sfida elettorale, e il Paese non può aspettare.

È un accordo in nome dell’interesse generale, che impone una mediazione. L’idea di andare al voto avendo già rinunciato a confrontare diverse ricette e proposte è un’idea anomala, sbagliata e perdente.

Sbagliata perché noi non rinunciamo a pensare che le nostre idee-ricette, meno Stato-meno tasse, sono quelle giuste. Perdente perché l’elettorato è oggi diviso e deluso e in preda alle lusinghe dell’antipolitica.

E il programma elettorale della grande coalizione sarebbe una mediazione al ribasso e darebbe la sensazione di una proposta senza alternative, attaccato da destra e da sinistra, a rischio di una sconfitta senza altro esito che l’ingovernabilità.