Roma, 25 giu. 2013: – La sentenza “avvelena i pozzi. E’ stata scritta dai nemici della pacificazione che mirano a far saltare il banco. Noi non dobbiamo prestare il fianco a questo tentativo di destabilizzazione. E a questo punto non si può tenere fuori dall’ agenda delle emergenze, anche la riforma della giustizia”. Così Mariastella Gelmini a Repubblica.
“Qui è in gioco la sopravvivenza della politica, del suo ruolo. Non possiamo restare inerti. E’ una sentenza inaccettabile, risponde a un fine politico. Ed è la conferma che Milano non offriva alcuna garanzia. Come per Tangentopoli, quei giudici si confermano parziali e faziosi, intenti a lavorare per far fuori una parte politica. Non è in gioco l’ autonomia della magistratura, ma il principio di separazione tra i poteri dello Stato. La sentenza  non danneggia solo Berlusconi e il centrodestra ma l’ immagine della magistratura e di tante toghe
che non fanno un uso politico della giustizia. Mina la vita democratica del Paese. E’ il momento di dire basta.
Berlusconi si è ritagliato un ruolo da statista. Ha garantito la nascita di questo esecutivo. E invece esiste un circuito mediatico giudiziario che colpendo lui cerca di far saltare il governo”. (ANSA).