Roma, 4 lug. – La scelta di fondo a cui il governo e la politica sono chiamati, in questa stagione di crisi, è fra operare una drastica riduzione della spesa pubblica, tagliando centri di spesa, applicando rigorosamente i costi standard previsti dal federalismo fiscale o aumentare le tasse. Tertium non datur!

Dobbiamo dire con franchezza ai cittadini che non è più possibile agire sulla leva della spesa, pena il ricorso ormai insostenibile all’aumento della pressione fiscale su famiglie ed imprese con conseguente spirale recessiva. Questa è la situazione!

È evidente che dopo una stagione di tagli lineari, di cui oggi forse più che in passato si coglie la ratio proseguire con ulteriori razionalizzazioni della spesa è operazione complessa e da svolgere con grande attenzione ed equilibrio. Ma opporsi a questa necessità, cedere alla demagogia o al qualunquismo significherebbe poi assumersi la responsabilità di aumentare l’Iva e gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini.

Il PdL ha nella sua costituency la riduzione della spesa, il dimagrimento dello stato per abbassare la pressione fiscale. Per questo chiediamo al Presidente Monti di essere anche in questa materia inflessibile così come ha dimostrato di esserlo in Europa. Il governo agisca salvaguardando il buon funzionamento di servizi essenziali come la sicurezza pubblica, ma non si faccia intimidire dalla minaccia di scioperi o da un presunto diritto di veto, una cattiva abitudine, che nel tempo delle decisioni e della responsabilità non ha più ragion d’essere.