Gelmini

Di Paola D’Amico – Da Il Corriere della Sera – Milano

Milano, 24 nov. 2014: «Prima serve un progetto per rilanciare Milano e che tenga insieme tutto il centro destra, poi cercheremo il candidato sindaco». Mariastella  Gelmini, Coordinatrice regionale di Forza Italia, lo ripete da giorni: «Non possiamo chiuderci dentro gli steccati dei partiti».

Quindi il candidato potrebbe essere pescato nella società civile?
«Perché no? Vedo che le candidature a sindaco a un anno e mezzo dalle elezioni cominciano a fioccare. Sbaglieremmo se non guardassimo alla parte più viva e dinamica della società lombarda, dopo anni di paralisi di questa città.

Paralisi?
«E non solo dovuta alla crisi. Milano è stata narcotizzata dalle chiacchere degli arancioni e invece deve tornare ad essere il convoglio di testa di un Paese che sta facendo fatica a crescere».

Da dove comincerete?
«Dal’ascolto della città, favorendo un protagonismo civico, guardando al volontariato, alle associazioni di categoria».

Dove inizia e dove finisce il sogno del centro destra unito?
Vedo tutto il centro destra, dalla Lega a Fratelli d’Italia, al Nuovo Centrodestra. Sarebbe un errore mettere dei veti. Anzi, dobbiamo allargare la nostra coalizione al protagonismo civico, ai delusi dagli arancioni, a chi vuole un’alternativa».

Quindi il protagonismo di Salvini non disturba?
«E’ sicuramente una persona che può dare molto, è lui che deve scegliere come impegnarsi sapendo che in una coalizione si decide assieme. La città è in condizioni disastrose, non ha bisogno di un uomo solo al comando. Lo schieramento dovrà condividere un progetto con i milanesi di buona volontà».

A cosa si riferisce parlando di disastro?
«Sia al centro sinistra sia ai problemi apeti nella città. La stagione di Pisapia e della sua giunta più grigia che arancione volge al termine. Non solo per le liti interne o l’insoddisfazione del Pd».

E poi?
«Quello che emerge è l’inconcludenza dell’amrninistrazione e gli esempi non mancano, dagli sconquassi del Seveso alle occupazioni delle case popolari».

Non sono temi sui quali hanno dormito tutti?
«La giunta Pisapia nei confronti dei centri sociali ha sempre chiuso un occhio, li ha tollerati e a volte tutelati. Quanto alle occupazioni abusive ha smantellato i presidi sociali e di sicurezza, messi insieme dalla giunta Moratti. Non si può strizzare l’occhio ai rom e ai centri sociali nei giorni pari e nei dispari parlare di legalità».

Torniamo al candidate sindaco. Nell’ipotesi che si arrivi alle primarie e che Maurizio Lupi le vinca, cosa vorranno gli Azzurri?
«Penso Che Lupi sia una risorsa per il Paese e per la città. Oggi l’unico problema è che sostienc il governo Renzi e deve dunque decidere cosa fare».

Ma le primarie si faranno.
«Prima di personalizzare la competizione, dobbiamo avere un progetto. Abbiamo tempo. Ci servono almeno sei mesi di lavoro insieme».

La campagna elettorale parte dalle case popolari?
«Entra nel vivo sabato, saremo in piazza con Silvio Berlusconi Case popolari? Sarebbe troppo facile. Noi saremo in piazza a manifestare contro le tasse sulla casa, triplicate, e contro i balzelli locali. Meno tasse e meno oppressione.
Milano deve tornare ad essere una città efficiente, sicura, innovativa».