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Da Il Corriere della Sera

Roma, 19 feb. 2015: Onorevole Gelmini, dopo l’incontro al Colle il dialogo sulle riforme può riprendere?
«Dipende dal premier. Se si ostina a considerare il Parlamento alla stregua di “un’Aula sorda e grigia” non c’è possibilità alcuna. Se invece torna a un atteggiamento rispettoso del Parlamento e delle sue prerogative valuteremo. Ma con tanta cautela in più. Perché la partita del Colle ha lasciato aperte ferite difficili da rimarginare».

Ora fate opposizione dura, ma con la Lega — che insiste con il veto all’Ncd — restate lontani: alle Regionali andrete separati?
«In politica mi hanno insegnato a dare fiducia ai tuoi interlocutori se essa è ricambiata. Aspetto di capire se la battaglia politica di Salvini è per far vincere la Lega, anche contro gli altri partiti di centrodestra, o se invece, come spero, è sinceramente impegnato per la vittoria dello schieramento moderato e liberale contro le sinistre. Io non conosco partiti politici che abbiano vinto le elezioni ponendo veti a dritta e a manca. Certo è che nessuno può pretendere che FI si trasformi in donatore di sangue per le battaglie degli altri. Noi siamo impegnati per far vincere il centrodestra. Quanto più ampio sarà il sistema delle alleanze tanto più facile sarà centrare l’obiettivo».

Le Regionali sono un banco di prova per FI?
«Sono un banco di prova per il centrodestra. Sono un laboratorio in cui sperimentare un sistema di alleanze che non potrà essere la ripetizione passiva del passato. L’Italia è cambiata radicalmente in questi anni, va cambiata la politica per adeguarla al sentimento mutato nel Paese e per ricostruire i legami con settori della società che dalla politica si sono allontanati. Se pensiamo di recuperare voti e consenso senza un solido progetto culturale, solo con bagni di populismo, non abbiamo capito nulla».

Fitto lamenta il commissariamento in Puglia e organizza la sua convention: lo considera ormai fuori dal partito?
«Il commissariamento del partito in Puglia è un atto deciso dagli organi nazionali di FI. Fitto sta nel partito, come tutti noi, e come tutti è tenuto a rispettare le decisioni o a contestarle, ma sempre seguendo le procedure. Non lo considero fuori dal partito. Ma forse è più corretto rivolgere a lui questa domanda».