Gelmini sceglie gli alleati del Pdl

Intervista a Mariastella GelminiDIRE del 27.04.2012

ROMA – Il governo Monti arriverà al 2013 e poi sarà una “grande campagna elettorale” a sostegno di Angelino Alfano, il candidato premier del Pdl, quale che sarà il nuovo nome del partito di Silvio Berlusconi. Mariastella Gelmini, ex ministro dell’Istruzione, non ha dubbi: “Gli altri- dice intervistata dalla Dire- parlano di ricambio generazionale, il Pdl l’ha già fatto. Tra poco il rinnovamento del partito sarà completo”.

Angelino Alfano ha annunciato grandi novità per il Popolo della libertà. Di cosa si tratta?

Lui e il presidente Berlusconi stanno lavorando da tempo al rinnovamento del partito. Una prima, grande novità è quella del finanziamento, un aspetto che va modificato completamente, passando dal finanziamento pubblico a quello privato. Dobbiamo puntare a un partito capace di autofinanziarsi. Poi, bisogna rivedere le modalità di selezione della classe dirigente. Credo che dopo il voto delle amministrative Alfano puntualizzerà e preciserà i prossimi passi per rinnovare il Pdl. Intanto, un ricambio generazionale è già avvenuto: gli altri ne parlano, noi l’abbiamo già fatto. Abbiamo una classe dirigente forte e variegata.

Sarà Alfano il candidato premier del Pdl nel 2013?

Direi di sì. Credo che anche nel caso in cui il partito decidesse di fare le primarie, lui sarebbe il candidato. Berlusconi? Non mi pare sia più disposto a correre per palazzo Chigi, ma il suo impegno sarà comunque molto prezioso per fare una grande campagna elettorale.

Rinnovare il partito vuol dire anche cambiare nome? Le piace l’idea di ribattezzarlo nei Moderati?

Il rilancio di un partito non passa solamente dal cambio del nome, sarebbe riduttivo. Certo, Pdl è un acronimo che non emoziona, non da’ grande gioia.
Serve un nome che fotografi meglio il cambio di passo. Moderati? Non mi piace molto, non credo sia la scelta definitiva.

Il quadro delle alleanze nel centrodestra è cambiato molto. Quali prospettive crede che ci siano per quanto riguarda Udc e Lega?

Con l’Udc vedo che non c’è distanza sul piano valoriale, e nemmeno su quello programmatico. Però mi pare che Casini non sia intenzionato a fare un’alleanza con il Pdl. In ogni caso, dobbiamo partire dai programmi. Con la Lega l’alleanza è rimasta solida in molte realtà territoriali, anche se il diverso atteggiamento nei confronti del governo Monti ha inciso molto a livello nazionale. Io mi auguro che possa riprendere un dialogo e un rapporto, non per convenienza, ma perché alcuni temi, tra tutti il federalismo fiscale, coincidono con quelli del Pdl e sarebbe un errore farne a meno.

Come giudica l’azione del governo Monti?

Credo che il premier abbiamo agito bene sul piano del rigore, anche se difetta sulla riduzione della spesa pubblica. E restano tutte, come fu per il governo Berlusconi, le difficoltà legate alla crescita. Bisogna fare in modo di porre il tema al centro dell’azione dell’Unione europea, se Monti riesce in questo è sicuramente un fatto importante. Nel futuro, però, non ci dovranno essere ulteriori aumenti delle tasse, perché il Pdl non è disposto ad accettarne altri. Inoltre, bisogna proseguire con una riduzione drastica della spesa pubblica.

Monti arriverà al 2013?

Credo di sì, anche perché sarebbe davvero complicato votare a ottobre.

Fonte: DIRE