Mariastella Gelmini

Di Amedeo La Mattina – Da La Stampa

“L’Italicum? Aspettiamo a dire che Berlusconi ha ceduto”.

Roma, 2 ago. 2014: Mariastella Gelmini è convinta che a settembre Renzi dovrà mettere mano ai conti pubblici e tagliare in maniera strutturale la spesa pubblica. «Il problema è che il premier non ha la maggioranza adatta per portare uno choc economico al Paese. I gruppi parlamentari di questo partito sono formati in gran parte dal vecchio Pd».

Onorevole Gelmini, cosa sta proponendo un cambio di maggioranza: una nuova versione delle larghe intese?
«Assolutamente no. Sto semplicemente constatando che non c’è la crescita, le previsioni ritoccano al ribasso il Pil, come ha riconosciuto lo stesso Renzi, gli 80 euro messi in busta paga non stanno dando alcun risultato. Il Jobs act è stato portato in Parlamento ma chissà quando entrerà in vigore. Il decreto sulla competitività non sembra la soluzione efficace…».

Scusi, visto gli ottimi rapporti tra Berlusconi e Renzi, perché non dite che siete pronti a votare insieme i provvedimenti economici come la riforma del Senato?
«Noi siamo e rimaniamo una forza di opposizione, opposizione responsabile. Vorrei ricordare che Renzi non potrebbe mai e poi mai far approvare la riforma costituzionale senza la prova di responsabilità di Berlusconi. E comunque, per rispondere alla sua domanda: se Renzi a settembre proponesse provvedimenti di chiara impronta liberale, noi di Forza Italia siamo pronti a votarli. Ma non credo che questo accadrà.

Ma questa generosità di Berlusconi nessuno crede sia gratuita
«Sì, lo so che da più parti si alimenta la leggenda che Patto del Nazareno conterrebbe clausole segrete sulla giustizia, sulle aziende di Berlusconi, sul futuro capo dello Stato. A me non risulta. Il patto è chiaro e alla luce del sole, sta in Parlamento. Cosa vuole più di quello che sta accadendo al Senato dove il capogruppo Romani e i nostri senatori stanno tenendo in piedi il processo riformatore».

Lei giovedì sera è stata a cena ad Arcore con Toti, Tajani, Romani e Bergamini. Avete parlato del soccorso azzurro che arriverà in autunno al governo sulle questioni economiche o solo di riforme e legge elettorale?
«E’ stata una riunione di lavoro come tante. Senza dubbio il presidente Berlusconi è preoccupato per la situazione economica e mette l’accento non solo sulle mancate risposte del governo ma anche sulla dimensione europea della crisi: il problema va risolto soprattutto a Bruxelles».

Anche Berlusconi e lei condividete il bombardamento quotidiano di Brunetta che parla di fallimento della politica economica di Renzi e che sostiene che sarà necessaria una manovra correttiva che il premier finora nega?
«Ognuno ha il suo stile nel fare le critiche, ma condivido la sostanza delle critiche di Brunetta. Non c’è dubbio che si dovrà fare una manovra economica correttiva e che bisognerà trovare il coraggio di tagliare finalmente la spesa pubblica. Da questo punto di vista Cottarelli ha ragione da vendere.

Intanto sulla legge elettorale Berlusconi ha ceduto sulle preferenze, almeno ha fatto finta di cedere: con il capolista bloccato. Forza Italia eleggerebbe soltanto lui in molte dei 120 collegi mentre chi ha molte preferenze rimane a casa.
«Non abbiamo ceduto un bel niente. Il presidente non si è ancora pronunciato. Io personalmente non sono contraria alle preferenze, ma non è arrivato il momento di dire come e se sarà modificato l’Italicum. C’è una nostra disponibilità a discutere di tutto purché questo avvenga in maniera concordata tra Berlusconi e Renzi. Successivamente è giusto allargare il confronto agli altri partiti minori».

Oggi Maria Rosaria Rossi ha detto che la prossima primavera si voterà per il nuovo capo dello Stato e che il centrodestra avrà un Berlusconi candidato quando ci saranno le politiche. Avete parlato anche di questo l’altra sera ad Arcore?
«No. Intanto deciderà il capo dello Stato se e quando dimettersi. Quanto a un candidato di nome Berlusconi, è meglio evitare di ritirare nuovamente per la giacchetta Marina o Piersilvio. E poi chi lo detto che tra qualche tempo non potrà essere lo stesso Silvio Berlusconi a candidarsi? Lui è e rimarrà il nostro leader».