Gelmini: Sì all’asse con la Lega ma noi architrave del centrodestra

Milano, 2 gen. 2016: «Forza Italia deve tornare a essere l’architrave del centrodestra. La Lega? Siamo noi l’unica forza che può allargare il consenso della coalizione in vista delle sfide nazionali e locali». Mariastella Gelmini, parlamentare e coordinatrice lombarda di FI, apre il suo 2016 con obiettivi netti.

Onorevole Gelmini, quale sarà lo strategia di FI nel 2016?
«L’alleanza tra FI, Lega e Fratelli d’Italia rappresenta un punto di partenza imprescindibile. Il centrodestra vince se tutti i partiti lavorano uniti a un progetto alternativo a quello del Governo Renzi. FI punta su progetto aperto a tutti i cittadini, in particolare quel 50% di italiani che non va più a votare. Al Paese non serve un’altra forza populista come il MSS di Grillo, una forza pericolosa e fallimentare nel governo delle città».

Errori do evitare?
«Dobbiamo smetterla con l’autolesionismo e restare uniti per tornare a governare l’Italia, non solo per riempire una piazza».

Si riferisce alla manifestazione di Bologna dello scorso 8 novembre voluta dalla Lega?
«La mia non è una polemica nei confronti di quella manifestazione, a cui anche noi abbiamo partecipato. Ma FI deve riconquistare il ruolo di faro della coalizione perché siamo l’unica forza del centrodestra che può aprire l’alleanza e attrarre consensi che vadano ol-
tre quelli dei singoli partiti. Lo faremo puntando su libertà di impresa, difesa del risparmio, reddito di autonomia e grazie al ruolo decisivo di Silvio Berlusconi. In questo senso spero che il 2016 sia l’anno in cui la Corte Europea ridarà a Berlusconi la piena agibilità politica».

FI parfeciperà o no all’iniziativa organizzata il 28 gennaio a Milano dal leghista Salvini con la leader di Front National Marine Le Pen?
«Il nostro atteggiamento non sarà quello di liquidare la Le Pen come una populista. Nello stesso tempo, però, FI si sente ancorata ai valori del Partito popolare europeo. Noi siamo profondamente europeisti e proprio per questo critici nei confronti di questa Europa».

Capitolo Comunali. Il centrodestra non ha ancora il candidato sindaco a Milano. I nomi papabili sono sempre Sallusti, Del Debbio e Parisi?
«Ci sono queste e altre proposte. Il centrodestra diventa vincente a Milano come a Roma e a Napoli se non si chiude in se stesso. A Milano
possiamo vincere, i cittadini chiedono un cambiamento. La Giunta Pisapia ha fallito. Basti pensare al tema della lotta allo smog. Il blocco delle auto voluto da Pisapia non non è servito a nulla. Per vincere, però, il centrodestra deve aprirsi a forze civiche».

In che modo?
«Il 25 gennaio al Circolo della Stampa, ad esempio, è stato organizzato da figure indipendenti un convegno sul ruolo della società civile. FI può essere vincente se dialoga con esponenti civici. La lista azzurra per le Comunali sarà aperta a candidati indipendenti. Sì ad alleanze con liste civiche».

Berlusconi annuncia un rinnovamento dei vertici di FI a Iivello nazionale e locale. Di lei si parla come nuovo capogruppo alla Camera al posto di Renato Brunetta.
«Faremmo un grave errore se riducessimo la svolta di FI a una guerra per le poltrone».

Resterà coordinatrice regionale?
«Un bagno di democrazia a tutti i livelli può fare bene. La Lombardia è apripista, stiamo già celebrando i congressi comunali».