Da Milano a Firenze, da Palermo a Torino.
Da diversi mesi, insieme ad altri colleghi, esperti, professionisti, docenti e soprattutto genitori, ho intrapreso un cammino, un ciclo di incontri, sul territorio, in giro per l’Italia, per ascoltare storie di ragazzi, mamme, papà, associazioni e insegnanti che sul disagio giovanile invocano la giusta attenzione. Ci sono associazioni come “Gioia Ets Onlus” o “Pentagon FS Ets” che ogni giorno mettono in campo soluzioni concrete, non calate dall’alto, ma che nascono dal basso, dalla quotidianità. Ogni tappa è per noi una lezione importante e proseguiremo questo viaggio, con una consapevolezza: la vera sfida è ricostruire la Comunità Educante. Che parta dalla scuola e dalla famiglia, ma che coinvolga le associazioni dei genitori, il mondo dello sport e del Terzo Settore, la rete degli oratori e delle parrocchie. Realtà educative indispensabili per la crescita dei ragazzi, chiamate a lavorare in sinergia per recuperare quel senso di comunità che il tempo ha via via scalfito. Un’azione che passa anche dai consultori familiari e dallo psicologo nelle scuole, dall’educazione digitale in classe dalla capacità di saper gestire ed esprimere le proprie emozioni. Perché crescere un adolescente è una responsabilità collettiva. E tocca a ognuno di noi costruire una società più attenta, più umana e capace di custodire i suoi giovani. Una società che non si limita a reagire al disagio, ma che investe nella speranza”.