Governo diviso su tutto. Cosa aspetta la Lega a staccare la spina?

L’elezione, alla guida della Commissione europea, di Ursula von der Leyen puo’ rappresentare una svolta nelle politiche dell’Unione ma anche nel costume del vecchio continente. Perché se la von der Leyen e’ un rappresentante autorevole del Ppe e mamma di sette figli, che ha saputo declinare la gioia di madre con un’attività politica di primo piano. Lucidità, determinazione e impegno, senza sacrificare la famiglia: un risultato notevole e un profilo che può diventare un esempio per le donne impegnate in politica. Personalmente una scelta che ammiro. E considero doppiamente un errore quello della Lega che ha fatto mancare l’appoggio dei suoi parlamentari al ministro degli Interni di Angela Merkel. Capisco la necessità per la Lega, di segnare una distanza dal passato della Ue ma per costruire un nuovo sistema di relazioni e di regole in Europa, occorre il dialogo, non la chiusura.

E a proposito del nostro Paese, ho chiesto a Salvini più volte, in queste ultime settimane, senza risposta: ma cosa deve ancora accadere affinché si stacchi la spina a questo governo? Perché dalla paralisi dell’economia – infrastrutture comprese (a proposito la Tav è completamente sparita dai radar) – siamo passati all’insulto quotidiano tra partner. Alla faccia del governo del cambiamento, diventato la peggior controfigura rissosa dei governi della prima repubblica. È un governo diviso su tutto, dalla flat tax all’immigrazione, dall’autonomia alla giustizia. Non ha saputo trovare nemmeno un denominatore comune per far contare, in extremis, l’Italia in Europa. Continuo a non capire come la Lega – lontana dalla cultura statalista e assistenzialista del M5S – possa accettare di essere “cornuta e mazziata” dalla banda di Grillo, Casaleggio e Co. Forza Italia è pronta a fare la sua parte, passando per le urne, in una coalizione di centrodestra che metta l’interesse degli italiani al primo posto.