Per l’abolizione dell’ergastolo

Roma, 13 ago. 2013: Continuiamo l’analisi dei sei quesiti referendari per una giustizia giusta, ponendo sotto la lente d’ingrandimento il quinto quesito, che si propone di abrogare parzialmente l’articolo 17 e totalmente l’articolo 22 del codice penale, espungendo l’ergastolo dal nostro ordinamento e ripromettendosi così di rendere certo e coerente il nostro diritto penale, al pari di molti paesi europei e non solo.
La detenzione dovrebbe dunque avere, come finalità ultima, la rieducazione del condannato: si tratta di un principio di civiltà giuridica in forte contraddizione con il carcere a vita e il “fine pena mai”.

Spiegazione quesito
Abolire il carcere a vita significa superare il concetto di pena come vendetta sociale. In molti Paesi europei, e non solo europei, l’ergastolo non è previsto neppure come ipotesi. Quello che deve essere chiaro, al di là delle opinioni politiche e personali, è che la nostra Costituzione afferma che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. E il ‘fine pena mai’ è incompatibile con questo principio costituzionale.

Quesito 5

Volete voi che sia abrogato il codice penale approvato con Regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398 e successive modificazioni limitatamente all’articolo 17, comma 1, n. 2 che recita “l’ergastolo;” e all’articolo 22?

E’ possibile firmare i quesiti referendari sulla Giustizia presso le segreterie e gli uffici elettorali dei comuni, ma anche nei gazebo allestiti in tutta Italia (QUI trovate l’elenco aggiornato delle postazioni mobili in cui è possibile sottoscrivere i quesiti referendari).