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Di Luigi Berliri- Da Mondoprofessionisti.eu

Dichiarati ammissibili gli emendamenti presentati alla Camera si attendono le votazioni

Roma, 14 nov. 2014: Il destino della casse di previdenza private è ancora sospeso. I vari emendamenti per mantenere la tassazione al 20% sono stati dichiarati ammissibili.
Ma adesso è ora di passare dalle intenzioni ai fatti concreti. La cartina al tornasole della volontà di cambiare sarà al momento di votare. Solo allora si saprà la verità. Intanto prosegue il dibattito sull’aumento delle imposizioni fiscali.  “La Legge di Stabilità – ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati – attacca le Casse di previdenza dei professionisti su tre fronti: alza la tassazione sui fondi pensione al 26%, infierisce sul tfr e colpisce la previdenza integrativa. Inoltre, non viene nemmeno specificato a cosa serva questo prelievo a danno degli Istituti e cosa andrà a finanziare. Si impone dunque anche una fondamentale questione di trasparenza. A tutti i partiti piace una politica di distribuzione della ricchezza – ha sottolineato Gelmini – ma prima di tutto occorre creare questa ricchezza. I provvedimenti del governo infieriscono anche sugli enti locali tagliando i bilanci e colpendo indifferentemente sia le Regioni sprecone che quelle virtuose. Abbiamo presentato  emendamenti, peraltro alcuni bipartisan, che individuano coperture alternative”. “Le Casse dei professionisti fanno previdenza, non speculazione”, ha ricordato Luigi Pagliuca, presidente della Cassa Ragionieri. “La proposta di aumentare al 26% la già altissima tassazione sui rendimenti finanziari va scongiurata quanto prima. A quanto pare, c’è sensibilità in tutto l’arco parlamentare per un dietrofront. Speriamo che il governo intervenga quanto prima, perché un eventuale aumento dell’imposizione avrebbe un impatto considerevole sulle prestazioni attese”.

 

“La tassazione nei confronti delle Casse è incongrua rispetto alle finalità di chi accantona fondi per avere una pensione adeguata”, ha evidenziato Massimo Angrisani, ordinario di Tecnica attuariale per la previdenza presso l’Università La Sapienza di Roma. “Una imposizione così elevata per un risparmio previdenziale di primo livello è da record mondiale. Si tratta di una situazione assolutamente anomala, le Casse ne soffrono molto e i giovani professionisti, in particolare, sono costretti a sacrifici enormi”. “Portare la tassazione delle Casse dal 20 al 26% è sbagliato”, ha affermato Mauro Marè, docente di Scienza delle finanze presso l’Università della Tuscia e presidente del Mefop, “In questo modo si penalizzano i fondi pensione non capendo che un risparmio previdenziale, che alleggerisce l’onere per il settore pubblico, è ben differente da una rendita finanziaria”. “Il problema del prelievo fiscale a carico della previdenza va affrontato quanto prima”, ha rilevato Luigi Capuozzo, presidente dell’Unione Commercialisti ed Esperti Contabili. “Il viceministro dell’Economia Enrico Morando ha lanciato un primo segnale da parte del governo, e sembrerebbe che si possa discutere con l’esecutivo per valutare dei correttivi”. “In soli 5 anni tra ingegneri e architetti abbiamo registrato un 30% in meno di redditi”, ha osservato Paola Muratorio, presidente di Inarcassa.  “Occorre prioritariamente delineare un disegno complessivo per l’Italia, e solo successivamente individuare la richiesta di risorse. Le infrastrutture rappresentano uno degli obiettivi strategici su cui l’Italia dovrebbe puntare”.