Di Gianluca Zapponini – Da Milano Finanza

Bankitalia, a maggio lo stock ha toccato i 12.074 miliardi, 33,4 in più del mese prima. Pesano l’incremento (20 mld) delle disponibilità liquide del Tesoro e l’andamento del fabbisogno delle amministrazioni. Nei primi cinque mesi del 2013 entrate cresciute dello 0,7%.

Non si arresta la corsa del debito pubblico italiano. A maggio, ha fatto sapere la Banca d’ Italia nell’ ultimo Bollettino di finanza pubblica, lo stock è aumentato di 33,4 miliardi rispetto al mese precedente, al nuovo picco di 2.074,7 miliardi. L’impennata di maggio è da imputare principalmente all’incremento di 20,4 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (che hanno raggiunto 62,4 miliardi, contro 35,8 nel mese di maggio del 2012), spiegano da Via Nazionale, nonché al fabbisogno delle amministrazioni pubbliche che a maggio si e attestato sugli 1 1,5 miliardi, contro i 10,7 di aprile. Sempre a maggio la quota di competenza dell’Italia circa i prestiti erogati dall’Efsf è stata pari a 2,9 miliardi (nel complesso tale quota ha raggiunto 30,9 miliardi). L’andamento di fabbisogno e disponibilità liquide del Tesoro hanno influenzato anche il trend del debito nei primi cinque mesi del 2013 (+86 miliardi), con il primo ammontato a 58,1 miliardi e le seconde a 28 miliardi. E anche in questo caso alla crescita del debito sui cinque mesi ha contribuito il sostegno ai Paesi dell’area dell’euro in difficoltà (comprendente la quota di competenza dell’Italia dei prestiti Efsf, pari a 4 miliardi) nonché i 2,9 miliardi versati in aprile della terza tranche per la sottoscrizione del capitale dell’European Stability Mechanism (Esm). Sempre ieri Via Nazionale ha diffuso i dati relativi all’andamento delle entrate tributarie. Tra gennaio e maggio 2013 le entrate tributarie sono state pari a 143 miliardi di euro, 10 0,7% in pifi rispetto al periodo gennaio-maggio 2012.Nel solo mese di maggio il gettito fiscale è stato invece pari a 30,1 miliardi, in diminuzione del 22% (700 milioni) rispetto agli incassi dello stesso mese del 2012.

Tornando al tema del debito pubblico, l’argomento è stato oggetto di discussione nel corso di una trasmissione andata in onda su Class-Cnbc. Al centro del dibattito la necessita di ridurre lo stock mediante dismissioni di patrimonio pubblico, come più volte suggerito da questo giornale. Secondo l’economista Guido Salerno Aletta, tra gli estensori della proposte Tagliadebito perorata da MF-Milano Finanza, mediante questa operazione 1lo stock potrà essere ridotto in poco tempo di almeno 200 miliardi. Per il direttore della sezione economia del Centro Einaudi, Giorgio Arfaras. la questione ruota invece intorno alla crescita: «Il debito dell’Italia è cresciuto meno rispetto agli altri Paesi europei ma poggia su un denominatore, il pil, che si è contratto al punto da portare il rapporto col debito al 130%». Visione analoga per il vicepresidente dell’Accademia dei Lincei, Alberto Quadrio Curzio, per il quale il presupposto alla riduzione del debito è l’aumento del pil. L’ unica cosa certa, ha concluso l’economista della Luiss, Giuseppe Di Taranto, è che bisogna fare in fretta «perché non c’è piu tempo». Ieri infine l’Eurostat ha diffuso la seconda lettura dell’inflazione in Eurozona. confermando per giugno un tasso de1l’1,6%, contro l’ 1,4% di maggio.