Il modo più semplice per aumentare il PIL

Pubblichiamo oggi questo contributo del signor Floriano Schiavoni in materia fiscale. In attesa di vostri commenti… MG

di Floriano Schiavoni

Tutti si lamentano di un fisco che, nella generalità dei casi, non è equo e di conseguenza non attinge sempre dove dovrebbe causando di conseguenza difficoltà di gestione ai governi sia centrali che periferici.

Se è vero che il “nero” determina almeno un mancato introito fiscale, di almeno 120 miliardi di euro, è ora di pensare a soluzioni legislative pratiche e funzionali, volte a ridurre nei fatti e non nel solo illusorio tentativo di eliminare questo “cancro” dell’economia.

Se da una parte ci sono tanti finanzieri assunti, tanti dipendenti presenti all’interno degli uffici fiscali, tante leggi emanate è altrettanto vero che i fatti quotidiani dimostrano che il nero e diverse attività illecite connesse imperversano.

Lo stato e gli enti pubblici, in questo modo, spendono sempre di più (personale etc.) per prevenire e curare il fenomeno ma da numerosi cittadini arrivano sempre minori tributi e se arrivano questi sono ingiusti.

Essere sempre onesti e rispettosi delle leggi diviene sempre più difficile perché è sempre più difficile per molti arrivare alla fine del mese e se il “nero” lo facilita ecco spiegato come ci si dimentica molto presto delle, a volte, complicatissime normative fiscali.

Molte operazioni in “nero”, praticamente a rischio zero per chi le effettua, determinando notevoli vantaggi economici, sia per chi le propone che per coloro che avallano spiegano perchè si verificano.

Il danno è solo per le tasche dello stato e per tutti i suoi figli e figliastri.

Certe operazione risultano fattibili solo se effettuate totalmente o parzialmente in nero.

Qualche piccolo e “grande” esempio quotidiano

  1. La pensione è sufficiente per arrivare al giorno 15 del mese; la più semplice possibilità di arrivare al trenta è con qualche lavoro extra ( pulizie, riparazioni etc) che però non possono e non convengono farle  avvenire alla luce del sole.  ( nero per necessità di vivere)
  2. Vado dal meccanico a riparare la mia vecchia auto e se entrambi non dichiariamo tutto o in parte il servizio di riparazione entrambi otteniamo un vantaggio ( io perché pago di meno il meccanico perché paga meno tasse);   errata pertanto è l’affermazione che solo l’artigiano di turno ne trae vantaggio dall’operazione.( a proposito anche questo mi permette di arrivare verso il trenta del mese o di fare un pensiero a mio figlio).
  3. Se vado dal dottore, dall’imbianchino, dal professore, dal muratore, dal fabbro, dal parrucchiere, dal droghiere, dal ristorante etc.. il discorso e la relativa convenienza ( per entrambi) è sempre la stessa. Il limitato vantaggio nel dichiarare il reale è sempre e costantemente inferiore alla “ furbata” di dichiarare di meno e il tutto alla faccia del dovere morale che tutti noi dovremmo avere  quando spendiamo il denaro. Con il dovere morale, per molti, non ci si diverte o peggio non ci si “mangia” fino al trenta del mese.
  4. Compro un bene immobile: In certi casi (terreno), la prima cosa che mi spiegano o che mi comunicano per  facilitare l’accordo è il fatto che se dichiaro un valore inferiore al vero ( superiore in ogni caso al ridicolo valore minimo previsto dalla legge ) pago molte meno tasse e questo come minimo mi permette di arrivare non alla fine del mese ma di arrivare a risparmiare migliaia e a volte centinaia di migliaia di euro.
  5. Se dispongo di un milione di euro, ottenuto da attività illecite, ecco che molte operazioni immobiliari del tipo di quelle indicate al punto quattro mi permettono di “sistemare” il denaro di provenienza illecita. Ma il nero pagato induce il venditore a creare “nero” per sistemarlo a sua volta. Ciò determina un effetto onda, “nero” che crea “nero”, che danneggia  lo stato e quindi tutti noi.

Come potremmo contrastare e forse eliminare tutto questo?

Secondo il mio modo di pensare esiste una soluzione semplice e funzionale che impedisce tutto questo e tante altre attività illecite ed è la semplice eliminazione dell’elemento comune che permette il verificarsi di detti fenomeni economici.

Faccio espressamente riferimento alla eliminazione del denaro contante in ogni operazione di scambio di beni e/o servizi.

Già ora molte operazioni si fanno quotidianamente senza l’ausilio del denaro contante. E’ sufficiente estendere questo modo di fare a tutte le operazioni economiche. Già nel 1984, Piero Angela illustrava, nel suo programma televisivo “quark economia” come si stava procedendo nei pagamenti dall’antica unità di valore la “pecora” alla moderna unità di valore monetaria, il “bit”. Perché il pagamento elettronico non ha sostituito completamente la moneta cartacea o metallica?

Non credo proprio che ciò dipende dalle difficoltà  materiale che avrebbe la vecchietta nello spendere la propria pensione. Penso invece che le opportunità fiscali ed illecite, determinate dalla presenza  del denaro contante, hanno avuto il sopravvento. Tanti politici e tecnici parlano in merito ma nessuno, secondo il mio pensiero, va al dunque.

Se diamo tracciabilità ai pagamenti al 100% mi chiedo:

  1. Senza denaro contante cosa si va a rubare in banca o in qualsiasi cassa o cassaforte ?;
  2. Senza denaro contante come si vende un bene illecito ( droga, beni di contrabbando etc.)?;
  3. Senza denaro contante come si fornisce un servizio illecito ( pizzo, prostituzione etc..)? ;
  4. Senza denaro contante come si pagano le mazzette?;
  5. Senza denaro contante come si fa a dichiarare meno dell’importo reale convenuto dalle parti?
  6. Senza denaro contante come si pagano tutte le altre attività illecite?

Pertanto

Con l’eliminazione del solo denaro contante, utilizzando forme di  pagamento che lasciano “traccia”, ( assegni, carte di credito etc..) avremo la concreta possibilità pratica di  recuperare 120 miliardi di euro ( sei volte l’importo di una normale  finanziaria).

A questo punto a cosa servirebbero tanti finanzieri e funzionari fiscali? Speriamo che questo non sia il vero motivo per cui nessuno non “pensa” e soprattutto non “fa” in questa direzione.

Non è difficile pensare dove tanti dipendenti “addetti al fisco” possono trovare occupazione. Basta osservare le reali necessità del mondo attuale e avremo la risposta a portata di mano.

Attenti però

A non utilizzare poi le risorse che si liberano per far assumere i propri elettori al fine di garantirsi la poltrona politica  alle prossime elezioni, alle amministrazioni pubbliche.

In questa direzione un’analisi dei costi standard ( non quindi storici) delle amministrazioni più efficienti dovrà rappresentare il tetto massimo di spesa per ogni cittadino amministrato.

Conclusioni

  • Senza denaro contante come si fa a non pagare  le tasse che ci competono?
  • Senza denaro contante come si fanno le attività illecite?
  • Senza denaro contante come si fanno le “ furbate “ fiscali?
  • Se proprio non si ha il coraggio di eliminare il contante diamo vantaggi a chi rinuncia ad operare con lo stesso.