Il Papa in mondovisione contro il bullismo

Un appuntamento in mondovisione con un protagonista d’eccezione, quello di oggi, che vedrà collegati alcuni minori vittime di bullismo da cinque differenti Paesi del mondo. I ragazzi, alle 16, avranno infatti una videoconferenza con Papa Francesco al quale potranno raccontare la propria esperienza e l’impatto che questa ha avuto su di loro. Ciascun Paese collegato darà la parola a uno dei giovani che partecipano all’iniziativa e al termine di questo giro di testimonianze sarà Papa Francesco a prendere la parola e a inviare il suo messaggio.

Un’iniziativa molto importante che dà il polso di come il problema del bullismo abbia purtroppo assunto dimensioni tali da richiedere l’intervento diretto del Santo Padre che di certo rivolgerà le proprie preghiere non solo alle vittime, ma anche a quanti perpetrano abusi e sopraffazioni ai danni dei più deboli.

Tra i cinque Paesi collegati ci sarà anche l’Italia, in videoconferenza dalla Casa pediatrica dell’Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano, struttura specializzata in percorsi psicologici e rieducativi immaginati per il recupero tanto delle vittime di bullismo che per i bulli stessi. La realtà milanese opera in collaborazione con la Fondazione Scholas Occurrentes – progetto formativo fortemente voluto dal Papa – destinato a diffondere e rendere maggiormente accessibile l’istruzione che pochi mesi fa ha presentato l’Osservatorio internazionale sul cyberbullismo (ICO), che prenderà vita questa primavera in Vaticano.

A seguito della videoconferenza in mondovisione, la fondazione e la Casa Pediatrica firmeranno una convenzione che darà il via a tutta una serie di iniziative da svolgere insieme, per affrontare in maniera ancora più incisiva temi come quelli del bullismo e del cyberbullismo. Si tratta di suggellare l’ufficialità di una collaborazione nei fatti già attiva e che proprio oggi presenterà i suoi primi frutti. Al termine del collegamento con il Pontefice, sarà infatti svelato un murales realizzato dai giovani ospiti della struttura sanitaria impegnati in un progetto di arte-terapia assieme ai volontari della Scholas Occurrentes.

Un appuntamento – quello di oggi – che conferma la necessità che ci sia davvero l’attenzione di tutti per affrontare e prevenire episodi di prevaricazione tra giovanissimi, protratti nel tempo. Siamo tutti impegnati in questo compito.