Di Mariastella Gelmini – Da Libero Milano

Non c’è un bilancio, le tasse soffocano la gente, scuole e strade sembrano terremotate, la città è sotto assedio di nomadi e profughi allo sbando, ma si fa a gara con le bandierine del 2011 a farsi il selfie tra i cittadini che ripuliscono le strade. La giunta Pisapia sembra uno di quei giubbini double face, un giorno coi centri sociali, quello dopo voilà coi milanesi. E ora arancioni e Pd litigano per trasformare «Nessuno tocchi Milano» nella piattaforma elettorale per il prossimo sindaco.

La pattuglia del luogotenente di Pisapia in giunta, rimasta orfana del candidato sindaco, ha inventato il «partito municipale», erede del movimento arancione, per cavalcare il malcontento dei milanesi contro i violenti che hanno sconquassato la città. Peccato che la giunta arancione abbia fatto da sponda ai centri sociali, al punto da far ricorso al Tar contro la Regione Lombardia, che non intende tollerare occupanti abusivi, spalleggiati dai centri sociali, nelle case popolari. Ma il Pd, che vuole il copyright della protesta, forte della investitura di Renzi, non ci sta. E così il senso civico di tanti volenterosi milanesi, stanchi delle violenze ma anche della totale impunità di cui godono centri sociali e graffitari, rischia di diventare la palestra per gli esercizi elettorali di una sinistra senza idee e senza progetti. L’appuntamento per il presunto secondo round della Milano civica modello arancione è fissato: ad un anno alle prossime elezioni amministrative la sinistra spera così di trovare nel cilindro il candidato giusto per continuare ad occupare la poltrona di palazzo Marino. Ma i risultati di 5 anni di questa amministrazione sono pari a zero. Non è tempo di giochetti. Milano ha bisogno di cambiare sul serio. Ci vuole senso di responsabilità. Il centrodestra ha un compito difficile perché, assieme ad una squadra di governo capace, deve raccogliere attorno a sé le forze vive e produttive della società milanese e lavorare ad un programma per la Milano del dopo Expo. Un progetto che recuperi il tempo perso dalla giunta arancione, un tempo speso a «dialogare» coi centri sociali senza saper gestire neppure l’ordinaria amministrazione. Se il centrodestra lavora in modo unito può farcela perché sa offrire alla città ciò che la sinistra non è in grado di dare: sicurezza, crescita, efficienza. Siamo pronti alla sfida.