Il Pil del futuro

di Lamberto MaffeiIl Sole 24 Ore del 06.03.2012

Io personalmente, ma penso di poter parlare a nome di tutti i soci dell’Accademia dei Lincei, ho accolto con grande interesse il manifesto per una “Costituente della cultura” del Sole 24 Ore. Ci uniamo volentieri a suonare le campane per il risveglio dei cervelli, dove il suono delle campane sono il sapere, la scienza e la corretta informazione.

I Lincei sono una delle istituzioni che rappresenta la cultura del Paese, la conoscenza nei vari rami del sapere, e hanno il dovere di diffonderle e di promuoverle. I Lincei, seguendo i secolari fondamenti istitutivi di questa Accademia, da sempre si adoperano a favore della formazione e della cultura; i Lincei si ergono a baluardo di un metodo di imparare e di conoscere, che mira a educare le menti a un sapere critico in virtù del quale l’informazione non viene accettata passivamente, ma passata al vaglio di una scrupolosa e competente analisi e rifiutata quando non mostri le qualità imposte da una solida base conoscitiva, chiarezza di argomentazioni e razionalità stringente, fuori da ogni dogmatismo.Ritengo che questo ruolo dell’Accademia assuma carattere di urgenza nel momento presente di crisi di valori e di crisi economica. I tesori del paesaggio italiano, che fortunatamente abbiamo in abbondanza, sono il miglior investimento e possono contribuire in modo significativo a costruire il Pil di domani. Ogni popolo deve usare con intelligenza le sue risorse per aumentare la propria ricchezza spirituale e materiale. Solo una visione miope dello sviluppo del Paese può considerare la cultura una spesa improduttiva da tagliare con tagli trasversali.

Come ricorda nell’ultimo Domenicale il direttore Roberto Napoletano, Quintino Sella, ministro delle Finanze in un periodo di rigore dell’economia investì con lungimiranza sul patrimonio culturale. Egli fu anche presidente dell’Accademia, che da scienziato illuminato aveva rifondato nel 1870 con l’intento di dar vita a una macchina culturale attiva, dinamica, capace di mettere in moto forze e di pensiero e propulsive per il miglioramento del Paese.

A mio parere bisogna fare nostre le idee ma anche l’energia di Quintino Sella e ripartire dalle fondamenta, dai nostri giovanissimi, dalle scuole elementari e medie, perché sono i cervelli giovani che sono più plastici, più pronti a imparare e poi a fare.

È in questa ferma convinzione che i Lincei hanno attivato iniziative specifiche volte a migliorare il livello della formazione per abituare le giovani menti al ragionamento razionale e alla critica dell’informazione. Quest’anno infatti, scendendo sul terreno concreto della realtà scolastica in collaborazione col ministero della Pubblica istruzione e con le associazioni degli insegnanti, i Lincei hanno promosso tre linee d’intervento sull’insegnamento della lingua italiana, della matematica e delle scienze naturali. L’esperienza fatta fin qui ci ha dimostrato l’importanza che istituzioni autorevoli come l’Accademia e i ministeri lavorino in sinergia assumendosi responsabilità condivise.

*Lamberto Maffei è presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei

Fonte: Il Sole 24 Ore