Roma, 30 ago. 2013: Il Consiglio dei Ministri del 28 agosto 2013 ha approvato il Decreto che sancisce l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole: come promesso dal Popolo della Libertà in campagna elettorale, come da impegni presi nel programma con cui a febbraio abbiamo condotto la campagna elettorale e come da intese con il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

Vediamo più da vicino che cosa comporterà, all’atto pratico, l’eliminazione dell’Imu.

Il decreto del 28 agosto 2013 ha varato:
– lo stanziamento delle risorse per non fare scattare la
clausola di salvaguardia con la quale è stato sospeso il
pagamento della rata Imu di giugno 2013;
–  la definizione dell’impegno a cancellare la rata Imu di
dicembre 2013;
– la definizione dello schema di “Service Tax” che entrerà in
vigore nel 2014, da cui restano comunque esclusi: prima
casa e terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole.

Il tutto senza mettere le mani nelle tasche degli italiani, senza l’introduzione di nuove tasse e con risorse derivanti da tagli di spesa e altre operazioni virtuose, come l’anticipo dei pagamenti dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni.

L’eliminazione dell’Imu ha una portata di 4,8 miliardi. Di questi: 4,5 sono destinati all’eliminazione, per tutto l’anno, dell’Imu sulla prima casa, escluse le abitazioni classificate nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi di eminente pregio artistico o storico); 300 milioni sono destinati all’eliminazione, per tutto l’anno, dell’Imu sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole.

Le risorse per l’eliminazione della rata Imu di giugno, pari a 2,4 miliardi, derivano:

– dal maggior gettito Iva conseguente al pagamento di ulteriori 10 miliardi di debiti delle Pubbliche Amministrazioni;

– dalla definizione del contenzioso sulle multe comminate alle società che gestiscono slot machines e ai tagli virtuosi alla spesa pubblica.

Mentre le risorse per l’eliminazione della rata Imu di dicembre, pari a 2,4 miliardi, saranno determinate con decreto collegato alla Legge di Stabilità che il governo presenterà alle Camere entro il 15 ottobre 2013.


La Service Tax
Dal gennaio 2014, entrerà in vigore la Service Tax, che non è un’Imu mascherata, bensì un’imposta sui servizi comunali ispirata ai principi del federalismo fiscale; sarà riscossa dai Comuni e divisa in due parti: la prima per coprire il costo della raccolta dei rifiuti (che si paga in base ai metri quadrati) e la seconda per i servizi indivisibili pagata dagli occupanti degli immobili.
Nello specifico, le differenze tra le due imposte sono piuttosto sostanziali:Imu “federalista”- è esclusa la prima casa;
– è riscossa direttamente dai Comuni;
– sostituisce la componente immobiliare di Irpef e relative addizionali.

Service Tax

Sono esclusi: prima casa; terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole.
Comprende: componente gestione rifiuti solidi urbani; componente servizi indivisibili

La componente servizi indivisibili della Service Tax si riferisce a servizi collegati in via diretta al bene immobile (fognature, metropolitana, asili e scuole, ecc.); a servizi collegati in via diretta all’utilizzo del bene immobile (vigilanza, illuminazione, anagrafe,
pulizia delle strade, ecc.). Saranno comunque esclusi prima casa e terreni e fabbricati
funzionali alle attività agricole, per un ammontare di oltre 4 miliardi di euro.
La Service Tax prevede inoltre: la deducibilità al 50% dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo dell’Imu pagata sui fabbricati strumentali; l’esenzione dall’Imu dei fabbricati invenduti e sfitti delle imprese costruttrici; la riduzione dal 19% al 15% della cedolare secca sugli
affitti stipulati a canone concordato. Nella Legge di Stabilità, dunque, andranno individuate le coperture strutturali, le competenze dei Comuni e i relativi controlli, con particolare responsabilizzazione degli Enti locali secondo il principio “consumo, vedo, pago”.

Pertanto, l’ammontare della Service Tax inciderà sulle famiglie e sulle imprese almeno 4 miliardi in meno rispetto all’attuale sistema. Questo vuol dire che non rientrerà dalla finestra quello che è uscito dalla porta: l’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole.

Effetti sull’economia

Quanto avvenuto, in negativo, nel 2012 ci porta a sostenere, al contrario, che nel 2013 l’eliminazione dell’Imu consentirà di rilanciare il settore immobiliare in Italia, chiudendo una parentesi triste della nostra storia economica (e fiscale). La ragione è molto semplice: gli investimenti in edilizia hanno il più alto coefficiente di attivazione sull’economia. Un euro di spesa nel settore si trasforma in un multiplo di maggior prodotto interno lordo; stimolando l’edilizia si cambia il corso della politica economica, innescando così un circolo virtuoso di crescita.

La pressione fiscale si riduce di oltre 4 miliardi di euro. Soldi che rimangono e rimarranno nelle tasche degli italiani. A partire da questa certezza le famiglie, con rinnovata fiducia, potranno finalmente programmare nuove spese e le imprese, nuovi investimenti.
E si creeranno nuovi posti di lavoro.

L’etica in politica è mantenere la parola data!

(Continua…)
Rielaborazione di documentazione preparata da Renato Brunetta