Roma, 14 ago. – La chiusura degli impianti a caldoavrebbe, come ha affermato il ministro Clini, l’effetto di determinarela rovina della siderurgia in Italia, la perdita di migliaia di postidi lavoro oltre ad un danno di immagine irreparabile per il nostroPaese agli occhi degli investitori stranieri.

Una scelta del genere non può essere affidata ad ungip, non compete alla magistratura, ma alla politica e al governo equesta è anche l’occasione per ribadire il rispetto dellatripartizione dei poteri prevista dalla Costituzione. La soluzione delcaso Ilva risiede invece nella capacità e nella disponibilità diricercare un equilibrio fra le due ragioni in campo, dell’industria edella produzione da un lato, della salute e della difesa ambientaledall’altro.

Occorre che sotto la guida del governo le istituzioni locali,il mondo dell’impresa e del lavoro prendano decisioni concrete sullabonifica e lancino una strategia di attacco capace di aggredire erisolvere problemi che fabbrica, territorio e ambiente subiscono. Siamodunque tutti chiamati a costruire le condizioni per consentire lacontinuazione della produzione dentro la garanzia.