L’intervento di Meloni è stato un intervento molto chiaro, coraggioso, con la schiena dritta. La Presidente del Consiglio ha ribadito il fatto che l’Italia è per la de-escalation e non prende parte in nessun modo a questo conflitto che peraltro rappresenta anche una violazione del diritto internazionale. Al tempo stesso, però, non si possono tacere le minacce globali che il regime degli Ayatollah rappresenta non solo per l’Iran e per il Medioriente, ma anche per l’Europa e per l’Italia, perché da un lato non possiamo lasciare nelle mani di un regime sanguinario lo sviluppo della bomba atomica e dall’altro lato, dobbiamo sapere che l’Iran ha una capacità balistica per cui può attraverso i suoi missili colpire anche l’Europa o l’Italia. Questo è il contesto geopolitico in cui viviamo, l’impegno del governo italiano è ovviamente per tenere aperto un dialogo con i paesi del Medioriente che sono attaccati in maniera scellerata dall’Iran. Al contempo il governo lavora per far rientrare, attraverso il ministro degli esteri, i nostri connazionali presenti in Medioriente ma soprattutto è focalizzato nel cercare di ridurre le ricadute economiche del conflitto. È chiaro che non solo c’è un problema legato alle borse, ma c’è un problema legato anche al prezzo dell’energia e quindi l’impegno del governo è quello di lavorare in Europa affinché quella tassa che è stata prevista per energie fossili, non determini il prezzo delle energie rinnovabili, perché in questo modo si vorrebbe ridurre il prezzo dell’energia e non impattare su famiglie e imprese“.