(ANSA) – ROMA, 19 FEB – “I dati Istat sulle nascite nel 2015 sono di anno in anno sempre più sconfortanti e non si vede all’orizzonte un’inversione di tendenza. Solo 488 mila nascite, quindicimila in meno rispetto al 2014, il punto più basso dall’Unita’ d’Italia. Un saldo negativo tra nati e deceduti di –
165 mila unita’. E in calo e’ anche il contributo delle cittadine straniere alla natalità. A questi dati si aggiungano la continua riduzione del numero medio di figli per donna sceso a 1,35 (1,28 se si considerano solo le cittadine italiane) e il continuo innalzamento dell’eta’ media delle madri al parto, che si porta a 31,6 anni (32,2 delle cittadine italiane) contro i 31,5 del 2014”. Lo scrive Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei Deputati, sulla sua pagina Facebook.

“E’ evidente – prosegue – che molto incidono gli effetti della crisi economica di questi ultimi anni. Le difficoltà lavorative, con una disoccupazione giovanile ancora al 37,9%, le difficoltà abitative, la mancanza di adeguati supporti alla genitorialita’, la costante riduzione di quel welfare familiare che in questi anni ha compensato una offerta pubblica che e’ andata via via restringendosi, hanno generato nei giovani un senso di precarietà e di incertezza nel futuro che poco si concilia con la progettualità genitoriale e spinge a rinviare “a tempi migliori” scelte di maternità/paternità”.

“Si chiuda rapidamente la discussione sulle unioni civili, che avrebbe potuto portare ad una legge largamente condivisa se il Pd e non avesse forzato ideologicamente il dibattito introducendo il tema delle stepchild adoption che, oltre aver diviso la maggioranza, ha spaccato pure lo stesso Pd”.

“Si torni ad affrontare quei temi e quelle problematiche che impediscono a centinaia di migliaia di giovani connazionali di crearsi, senza eccessivi timori per il futuro, una propria famiglia”, conclude Gelmini.

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