La Costituzione a scuola – La mia lettera al Messaggero

educazione civica

Scriveva Karl Popper che le istituzioni democratiche sono come fortezze: resistono se è buona la  ‘guarnigione’.
La guarnigione siamo noi, i cittadini, attraverso il nostro agire vive la Costituzione, i cui principi, i diritti e i doveri li’ rappresentati, sono il primo vaccino culturale contro la violenza e l’imbarbarimento, così come lo sono stati contro il totalitarismo.
La “Costituzione sui banchi di scuola” è un obiettivo che mi sono prefissato prima da ministro dell’Istruzione e poi da parlamentare. Fin dall’introduzione, nel 2008, dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, ho puntato sull’ampliamento, nelle scuole, dell’insegnamento (per alcuni aspetti divenuto arcaico) dell’educazione civica alla cittadinanza: questo per andare al passo coi tempi e dare ai ragazzi, sin dai  primi anni della loro formazione, strumenti adeguati per affrontare temi nuovi come la violenza verbale, purtroppo utilizzata anche in  politica,  il bullismo, la parità di genere, il rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione, il rispetto degli altri e per l’ambiente. Il faro sempre attuale che orienta l’approccio a questi argomenti è la nostra Carta che vale nel metodo e nel contenuto pedagogico.

Le istituzioni democratiche sono palazzi vuoti e le piazze, le strade, la rete rischiano di diventare teatro di riti irrazionali senza la luce ragionevole di una tavola di valori condivisa.
Quello che sogno e che  intendo realizzare è un po’ quello che  è accaduto al Liceo Albertelli di Roma dove, qualche giorno fa, gli studenti si sono impegnati in una performance artistica, un ‘giuramento’ contro ogni forma di violenza e discriminazione, esaltando così i tratti più preziosi della nostra identità espressi nei principi della nostra Carta costituzionale.
L’impegno su questo fronte, finalmente, è ormai condiviso da un numero sempre più ampio di colleghi ed esperti del settore, della più  varia sensibilità culturale e politica. E oggi viviamo, in questo ambito, uno dei momenti di massima attenzione: lo dimostrano le recenti dichiarazioni del Ministro Bussetti e le diverse proposte di legge presentate in Parlamento, tra cui due a mia firma.

Non ci sono distinguo di sorta  ne’ differenze di bandiera per chi  vuole contrastare fenomeni come il cyberbullismo, la violenza di genere e l’intolleranza razziale, giusto per ricordarne alcuni, e per arginare una escalation di toni che annebbiano la dignità della persona e offendono il nostro sistema democratico e liberale. Anche le ipotesi di allargamento del    processo democratico e partecipativo verso forme   di democrazia diretta (a prescindere da come la si pensi ed io mi ritrovo nelle parole di De Bortoli) necessitano di uno sforzo di formazione supplementare sulle “regole del gioco” e sul loro significato profondo; il rischio, altrimenti, è quello di ottenere il risultato opposto a quello auspicato ed esporre il sistema a degenerazioni plebiscitarie, irrazionali, autoritarie.
L’alfabeto della nostra democrazia da imparare sin dai primi anni utili per la crescita identitaria e’ dunque la Costituzione, baluardo della nostra comunità politica. Lavoriamoci insieme.