Modifiche in vista alla legge di Stabilità per ridurre il prelievo del 26%

Di Leonardo Ventura – Da Il Tempo

Gelmini

Roma, 13 nov. 2014: «La Legge di Stabilità attacca le Casse di previdenza dei professionisti su tre fronti: alza la tassazione sui fondi pensione al 26%, infierisce sul Tfr e colpisce la previdenza integrativa. Inoltre, non viene nemmeno specificato a cosa serva questo prelievo a danno degli istituti e cosa andrà a finanziare. Si impone dunque anche una fondamentale questione di trasparenza». Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Fi alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, intervenendo al forum «Previdenza, il ruolo delle Casse professionali per superare la crisi» promosso dalla Cassa nazionale dei ragionieri. «Abbiamo presentato emendamenti, peraltro alcuni bipartisan, che individuano coperture alternative». «Le Casse dei professionisti fanno previdenza, non speculazione», ha ricordato Luigi Pagliuca, presidente della Cassa Ragionieri. «La proposta di aumentare al 26% la già altissima tassazione sui rendimenti finanziari va scongiurata quanto prima. A quanto pare, c’è sensibilità in tutto l’arco parlamentare per un dietrofront. Speriamo che il governo intervenga quanto prima, perché un eventuale aumento dell’imposizione avrebbe un impatto considerevole sulle prestazioni attese».

«La tassazione nei confronti delle Casse è incongrua rispetto alle finalità di chi accantona fondi per avere una pensione adeguata» ha evidenziato Massimo Angrisani, ordinario di Tecnica attuariale alla Sapienza. «Un’imposizione così elevata per un risparmio previdenziale di primo livello è da record mondiale. Si tratta di una situazione assolutamente anomala, le Casse ne soffrono molto e i giovani professionisti, in particolare, sono costretti a sacrifici enormi». «Portare la tassazione delle Casse dal 20 al 26% è sbagliato», ha affermato Mauro Marè, docente di Scienza delle finanze presso l’Università della Tuscia e presidente del Mefop, «In questo modo si penalizzano i fondi pensione non capendo che un risparmio previdenziale, che alleggerisce l’onere per il settore pubblico, è ben differente da una rendita finanziaria». «Il problema del prelievo fiscale a carico della previdenza va affrontato quanto prima», ha rilevato Luigi Capuozzo, presidente dell’Unione Commercialisti ed Esperti Contabili. Il viceministro Morando ha lanciato un primo segnale da parte del governo, e sembrerebbe che si possa discutere con l’esecutivo per valutare dei correttivi». «In soli 5 anni tra ingegneri e architetti abbiamo registrato un 30% in meno di redditi», ha osservato Paola Muratorio, presidente di Inarcassa.