Di Alberto Giannoni – Da Il Giornale

Milano, 4 feb. 2014: Sono oltre mille i Comuni lombardi che andranno al voto a fine maggio per eleggere direttamente il sindaco e rinnovare il Consiglio comunale. E ovviamente tutti i 1.500 Comuni della Regione più importante d’Italia saranno chiamati alle urne per le elezioni europee. Nello stesso giorno. Con ogni probabilità il 25 maggio, per una election day che in Italia riguarderà 4.073 sfide amministrative e il rinnovo della delegazione italiana all’Europarlamento. Il decreto che fissi la data deve essere ancora emanato. Certo è che le europee devono svolgersi nel periodo compreso tra giovedì 22 e domenica 25 maggio. Dal momento che nell’ultima legge di stabilità è stato deciso che le elezioni si terranno in un solo giorno, la domenica, risparmiando 100 milioni ad elezione, è più che probabile che si opti per l’election day, accorpando le due scadenze elettorali nelle giornate del 25-26 maggio.
Le Comunali in Lombardia riguarderanno come detto 1.044 Comuni (circa due su tre) 40 dei quali sopra i 15 mila abitanti. Nella Provincia di Milano sono 70 i Comuni interessati dall’appuntamento elettorale, 13 dei quali sopra i 15mila abitanti, che in caso di ballottaggio fra i primi due candidati alla carica di sindaco dovranno tornare al voto due settimane dopo, domenica 8 e lunedì 9 giugno. È chiaro che si tratta di un appuntamento importante per le milioni di cittadini che sceglieranno i sindaci ma anche per la politica e i partiti, che si trova davanti a un passaggio delicatissimo.
A Bergamo, Pavia e Cremona, il centrodestra ha il sindaco uscente. E in due casi su tre si presenta unito. A Bergamo con Franco Tentorio, eletto nel 2009 dopo essere stato consigliere comunale e vicesindaco. Lo sfidante è Giorgio Gori. Noto per essere stato in passato direttore di Canale 5, Gori è stato di recente (nel corso delle primarie del 2012) consigliere di Matteo Renzi, attualmente segretario del Pd. A Pavia nessun problema particolare per il giovanissimo Alessandro Cattaneo di Forza Italia. Il centrosinistra sceglierà il suo avversario alle primarie. Qualche problema, per il centrodestra, si segnala invece a Cremona, dove la Lega è uscita dalla maggioranza che sostiene il sindaco Oreste Perri e parrebbe intenzionata a presentare un suo candidato. Ed è partendo dal delicato caso di Cremona che il neo coordinatore regionale del partito azzurro, Mariastella Gelmini, lancia un appello agli alleati: «Spero che la Lega non rompa l’alleanza, bisogna evitare di fare altri alla sinistra. È molto importante – dice ancora l’ex ministro Gelmini – che non ripetiamo gli errori del passato e che non disperdiamo il voto del centrodestra con frammentazioni e personalismi. Serve unità e una coalizione la più ampia possibile». Non risulta alcun movimento particolare del Nuovo centrodestra, che dove è presente e rappresentato sostiene senza distinguo i candidati della coalizione di centrodestra: «Il Nuovo Centrodestra – riflette Gelmini – rappresenta un’opportunità e non un problema». La novità delle ultime ore è rappresentata dal possibile ritorno nell’orbita del centrodestra dell’Udc, che in alcuni Comuni potrebbe conservare un suo gruzzoletto di voti, a volte in formazioni di natura civica, centrista o moderata. Un’evoluzione giudicata positivamente dalla coordinatrice di Forza Italia: «Un’apertura apprezzabile anche ai fini delle amministrative – dice Gelmini – io la giudico molto positivamente».