L’importanza di piacersi per gli adolescenti

Stanzette con giochi, peluche, foto, disegni più o meno colorati sparsi qua e là o attaccati alle pareti. Si presenta così  parte del Centro per i disturbi del comportamento alimentare Palazzo Francisci di Todi. La struttura, infatti, è l’unica tra quelle pubbliche che si occupa anche di giovanissimi, minori di 14 anni alle prese con anoressia, bulimia, binge eating desorder o disturbo da alimentazione incontrollata. Immersa nel verde, nel cuore dell’Umbria, è un’alternativa alle più comuni strutture ospedaliere così da assicurare una degenza più ‘leggera’, specialmente ai più giovani, piccoli pazienti che spesso pesano intorno ai 30 chili. Una residenza alternativa che ospita parte dei tre milioni di uomini e donne italiani affetti da patologie di natura alimentare, le cui conseguenze più immediate ed evidenti sono un dimagrimento eccessivo e pericoloso. Una conseguenza di un disturbo più profondo che non consente di sentirsi bene con se stessi e a proprio agio con il riflesso della propria immagine sugli specchi. Per questo la struttura umbra, al pari dei centri ospedalieri specializzati, è provvista di psicologi, pediatri, nutrizionisti psichiatri, fisioterapisti, infermieri, dietisti: tutto personale indispensabile per affrontare problematiche alimentari gravi e che si riescono solitamente a risolvere in un periodo mediamente compreso tra i 3 e i 5 mesi.
L’aspetto psicologico è ovviamente fondamentale, perché gli specialisti si trovano ad affrontare grandi disagi, specialmente nei minori che non si piacciono e non si accettano e che quindi vogliono cambiare a tutti i costi il proprio aspetto. Soprattuto per i minori, infatti, la strada più semplice e percorribile sembra essere quella – pericolosissima – di un dimagrimento estremo e incontrollato, che poi innesca conseguenze, fisiche e psicologiche, se possibile ben più gravi del disagio stesso.
Modelli sbagliati, omologazione agli standard di gruppo, non sentirsi accettati o semplice esigenza di vedersi diversi da come si è, conducono purtroppo, sempre più spesso, verso il cammino tortuoso delle patologie alimentari che, alla lunga, altro non fanno che acuire la sensazione di inadeguatezza. Un circolo vizioso difficile da interrompere e che richiede, oltre alle cure di carattere prettamente nutrizionale, un supporto psicologico e psicoterapeutico individuale. Ma non solo: nei casi dei più giovani, dei tanti minori che non accettano il proprio aspetto fisico, occorre pure un supporto familiare, poiche’ anche la famiglia va messa nelle condizioni di poter intraprendere questo cammino di ripresa. Stare bene con se stessi non può prescindere dallo stare bene con gli altri e questo vale a maggior ragione per i minori che vivono la delicata fase dell’adoloscenza in cui il loro corpo cresce e cambia.