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Da Bresciatoday

Brescia, 31 ago. 2014: Fa discutere la proposta del leader azzurro bresciano ed ex Ministro, che chiede l’obbligo di italiano nelle moschee per evitare che “si incitino i fedeli alla guerra santa e si arruolino reclute dell’Isis”.

Dopo le ultime notizie di presunti jihadisti indagati in Veneto e in Lombardia, fa discutere la proposta avanzata del leader bresciano di Forza Italia, Mariastella Gelmini.
Secondo l’ex Ministro, le città del Nord, “compresi territori come la Valcamonica”, sono diventate “luoghi di reclutamento di giovani (anche italiani convertiti all’Islam) destinati a combattere in Siria o in Iraq e pronti a immolarsi per la Jihad. Di fronte a questo a questo pericolo – afferma – serve rivedere tutta la nostra politica sull’accoglienza, introdurre controlli severi partendo da una emergenza: i sermoni in arabo nelle moschee”. Gelmini: “Obbligo dell’italiano nelle moschee”.
Dunque, secondo il segretario regionale degli azzurri, bisognerebbe innanzitutto obbligare che, nei luoghi di culto islamici, la lingua ufficiale sia l’italiano: “Finché non ci sarà l’obbligo di pronunciare i discorsi in italiano – dichiara ancora Mariastella Gelmini – non avremo la certezza che invece delle preghiere si incitino i fedeli alla guerra santa e si arruolino reclute dell’Isis.”