Se c’è una eredità di Expo, da mettere subito all’incasso, è il peso e l’importanza  che ha saputo giocare in questi mesi il settore agricolo italiano. Apprezzato in tutto il mondo per l’eccellenza dei suoi prodotti, bistrattato dall’Europa anche a causa dell’inerzia del Governo, ora, dopo la parentesi felice della Esposizione universale, deve poter contare, per poter galoppare anche nell’export, su di una moratoria fiscale. A partire da Imu e Irap. Il peso dell’assurda tassa, l’Imu in agricoltura è di 250 milioni che gravano su aziende impegnate sul fronte della qualità e dell’eccellenza, mentre malattie e maltempo, mettono a rischio il loro lavoro.

Forza Italia ha lanciato una campagna sulla tassa più dannosa che il Governo ha imposto agli agricoltori: un macigno sulla strada della loro crescita. Questa tassa va abolita. E poi c’è l’Irap. Qui si parla di 200 milioni che le 250 mila aziende agricole dovrebbero pagare allo Stato. Ma anche le 35 mila nuove partite IVA del settore, che per lavorare non possono essere gravate

da tasse e balzelli, hanno bisogno di un lungo periodo di sgravi fiscali. Su questo terreno è aperta la sfida al Governo che non può cavarsela sfilando alle aziende agricole 250 milioni di Imu per toglierne 200 di Irap. Occorre un segnale forte. Se vogliamo rilanciare lo sviluppo del nostro Paese è da qui che dobbiamo partire, dall’agricoltura. Le chiacchiere e le interviste non bastano.