Di Lionello Mancini – Da Il Sole 24 Ore

Per ora sono solo 23, ma altre 61 stanno aspettando la risposta dei controllori attivati dall’Antitrust. Però, certo, è già un bel vedere, sul sito dell’Authority  questo elenco di pionieri del rating a una, due o tre stellette. Se poi, sempre sul sito dell’Agcm, si vanno a vedere le dieci paginette del questionario di ammissione, è possibile farsi un’idea di cosa significa meritarsi l’en plein, per ora riconosciuto a due spa: la Simet di Cosenza e la Mediterr Shock Absorbers di Caltanissetta. Avere tre stellette significa essere un’azienda ben strutturata, attenta ai dipendenti come al rapporto con l’ambiente e il territorio, sicura delle barriere innalzate al proprio interno contro l’illegalità e le infiltrazioni criminali.
Altre tre aziende sono molto vicine, con due stellette e due crocette (tre crocette formano una stelletta), ma tutto il drappello dei 23 già ammessi merita un plauso per questo impegnativo investimento sulla propria reputazione e sul proprio futuro.
Dai database del garante della Concorrenza è possibile farsi un quadro più completo delle richieste fin qui registrate. Per quanto riguarda l’incremento della stelletta “di base”, va segnalato che l’88% dei richiedenti vanta la tracciabilità dei pagamenti, il 32% ha barrato la casella di adesione a un protocollo di legalità, il 12% rientra in una white list, il 48% si è dotato di un codice etico, il 4% ha denunciato di aver subìto tentativi di reato. Tutte voci, come dicevamo, che aumentano affidabilità, serietà e stellette.
Quanto ai settori, il 13% di richieste proviene dal comparto delle costruzioni e altrettante da quello del trasporto; il 16% è suddiviso a metà tra metalmeccanica e smaltimento rifiuti, per il 19% si tratta di imprese di servizi. Alcune delle realtà candidate superano di poco la soglia minima di fatturato prevista (2 milioni di euro), circa un terzo realizza un fatturato tra i 2 e i 5 milioni, mentre solo il 6% supera i 300 milioni di euro. Stessa considerazione vale per il numero di addetti: soltanto il 5% delle imprese in esame occupa più di mille persone, mentre oltre la metà si ferma a 50. Se si considera, infine, la provenienza geografica, il drappello più numeroso è della Sicilia (circa il 28%); seguono il Lazio (17%), il Veneto (11%), l’Emilia Romagna e la Lombardia alla pari (8%), la Campania (6%).
Quante sono 84 domande di ammissione al rating di legalità? Tante? Poche? Di sicuro c’è che l’Antitrust si prepara a un’impennata delle richieste, non appena sarà chiarito a quali vantaggi avranno diritto le imprese meritevoli, in fatto di finanziamento pubblico e di accesso facilitato al credito. L’iter del relativo decreto interministeriale Mef e Mise sarebbe nella sua fase finale (manca solo il parere del Consiglio di Stato), anche se il testo ufficiale si conoscerà solo alla fine. Nella costruzione del testo non sono mancate le difficoltà, specie sul versante del credito privato, ma un accordo soddisfacente sarebbe stato raggiunto.
Certo, come ripetono all’Antitrust, se questa definizione del premio spettante alle imprese virtuose arrivasse in fretta, sarebbe una bella spinta ad allungare – e di parecchio – l’elenco dei primi 23.