Gelmini, PdL: oltre l'art. 18

Roma, 25 mar. – La polemica politica sull’ art 18 ha polarizzato media e opinione pubblica quasi che la questione del lavoro nelle nostre società, dinamiche e complesse (anche nonostante noi), stesse dentro tutto questo recinto in cui la memoria sindacale ha buon gioco e fa il pieno di tutte le attenzioni.

Lo fa con argomentazioni per lo più non vere e insincere, imbalsamando una legge che i socialisti (non i massimalisti e i loro eredi di oggi) vollero a regolare il contesto sociale economico di 50 anni fa . Ripeto 50 anni fa.

A sostenere questo dualismo si affianca poi un lento ma costante lavoro di screditamento delle persone: l’ altro ieri era la maglietta dal linguaggio che certo non dispiacerà a chi abbia cattive intenzioni, ieri le parole minacciose di Ferrero e l’ insensibilità poco responsabile di Camusso che ha parlato di “lacrime di coccodrillo”. Per uscire da questa idea che l’ombelico del mondo stia dove ci si batte strenuamente per l’art 18 “senza se e senza ma” (perché detto così “è più fico”), ma anche per non avvelenare un clima dove troppi disinvolti fanno finta di non capire che è Marco Biagi il campione della società giusta, mi permetto anch’ io – come autorevolmente fatto da un quotidiano nazionale proprio oggi con il suo vicedirettore Dario Di Vico – di sollecitare il ministro Fornero a compiere un giro d’orizzonte che offra al governo una prospettiva più articolata della realtà del mondo del lavoro.

E che quindi includa i 5-6 milioni di partite IVA in una manovra che – proprio perché europea – non può fermarsi ai bordi di una rigida dialettica impresa-lavoro dipendente, tagliando fuori tra le altre cose il lavoro pubblico che rappresenta non soltanto un’altra seria rigidità, ma anche un freno alla concorrenzialita’ delle nostre imprese . I tempi del disegno di legge vanno dunque riempiti di ulteriori contenuti e buone nuove flessibilità che rendano più europeo il nostro mercato e la sua regolamentazione dando così anche la giusta rilevanza e una giusta indicazione a chi in questi giorni coltivi un’immagine alterata del reale peso politico e sociale della partita in corso.