Partite Iva 2015: Renzi tradisce giovani e freelance. Ignorati dal Jobs Act, perseguitati da Fisco e Inps

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Di Vittoria Patanè – Da Forexinfo.it

Il Jobs Act ignora le Partite Iva, la Legge di Stabilità 2015 aumenta le tasse sui minimi e abbassa le soglie. Giovani Partite IVA e Freelance l’anno prossimo andranno incontro a un sicuro salasso, ecco tutti i numeri di un tradimento annunciato.

La Legge di Stabilità è stata approvata, il Jobs Act è diventato legge e adesso è arrivato il momento di tirare le somme.

Il Presidente del Consiglio aveva promesso di cambiare il mercato del lavoro italiano, andando incontro alle esigenze di imprese e lavoratori e stravolgendo quei meccanismi che hanno causato un aumento esponenziale della disoccupazione (13,2% a ottobre, percentuale più alta di sempre), ma soprattutto un incremento ancor più considerevole dalla disoccupazione giovanile, salita al 43,3% nel mese di ottobre.

Quasi un giovane su due è senza lavoro e tocca al Governo porre le basi per modificare un assetto tanto pericoloso quanto deleterio per il Paese. Per questo motivo sono stati modificati i contratti di lavoro, abolito l’articolo 18 e cambiati i meccanismi di licenziamento, introdotte detrazioni per chi assume, ecc. ecc. ecc.

A ben guardare però c’è una categoria che in tutti i provvedimenti varati dal governo viene non solo dimenticata, ma forse vessata ancora di più: le partite IVA.

Nessuna nuova garanzia, nessun diritto in più, tasse triplicate di un terzo sui minimi: questo può essere il sunto degli «incentivi» contenuti nella Legge di Stabilità (per il Jobs act le partite Iva praticamente non esistono).

Eppure prima che questi provvedimenti divenissero legge, il popolo delle Partite Iva era stato nutrito di speranze e belle parole. Ma l’unica cosa a cambiare sono state le tasse. In più.

A partire dal 2015 le giovani partite Iva e soprattutto i freelance subiranno un vero e proprio salasso. La Legge di Stabilità 2015 cambia i meccanismi di funzionamento del regime dei minimi, regime agevolato destinato proprio ai giovani Under 35. Dall’anno prossimo si passa dal 5% al 15% di Irpef, mentre la soglia limite per accedere ai minimi viene modificata in base alle attività svolte. Non più 30mila euro, ma 15mila per i giovani professionisti, una cifra ben al di sotto del compenso medio della maggior parte delle partite Iva iscritte all’Inps.

Cosa comporterà tutto ciò? La maggior parte sforerà il limite e rientrerà nei regimi tradizionali, con incrementi della tassazione che, secondo Confprofessioni Lazio, potrebbero arrivare fino al 500%.

I Giovani professionisti rischiano di passare da un’aliquota del 5% al 22,48% per l’area tecnica, del 23,77% per l’area economico-sociale, del 24,58% per l’area sanitaria e del 25,11% per l’area giuridica. Un vero è proprio incubo, per tutti.

Parlando dei freelance iscritti alle casse professionali e soggetti ad aliquote che variano dal 12 al 22%, gli iscritti all’Inps che rientreranno nel regime dei minimi, vedranno sparire in tasse il 44% dei loro 15 mila euro, chi invece possiede uno stipendio, non alto, ma che gli consente quantomeno di campare degnamente, vedrà aumentare la pressione fiscale al 52% nel 2015 e al 56% nel 2018.

Unica soluzione? A quanto pare molti stanno già pensando di chiudere la partita IVA e, dopo i numeri appena elencati, dar loro torto sembra parecchio difficile.